25 Gennaio 2017 Expert

POSTARE O NON POSTARE? 5 DOMANDE DA PORSI PRIMA DI PUBBLICARE SUI SOCIAL POST SGRADITI ALLA TUA AZIENDA

 

Questa è la domanda principale che dovrebbe porsi un’azienda o un professionista di fronte alla facile pubblicazione dei contenuti più svariati sui social network.

Nell’ottica del brand, la condivisione impulsiva e non soppesata di determinati contenuti può potenzialmente causare una crisi in grado di travolgere il brand, la sua reputazione e credibilità (gli epic fail di note marche come Vanity Fair, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo Net-expert EPIC FAIL MOTTA E VANITY FAIR: ECCO COME NON COMUNICARE CON IL PUBBLICO l’anno scorso e Melegatti nel 2015 ne sono la dimostrazione).

Nel caso dei dipendenti di un’azienda, questi possono incorrere nel licenziamento se il loro titolare contesta post da loro condivisi (nelle pagine social anche personali) che non sono stati approvati e reputati non in linea con i valori e politiche aziendali: è successo a Perugia nel 2014 ad una dipendente di Nestlè che evava riportato notizie di un litigio interno all’azienda (leggi l’articolo), a Nichelino (TO)  nel 2015 ad un’addetta della mensa scolastica del paese che raccontava le lamentele dei genitori circa il cibo servito in mensa (leggi l’articolo) e a Parma nel 2016 ad un vice-capo del reparto di frutta e verdura di un’azienda del settore della distribuzione alimentare che contestava la decisione del titolare di farlo lavorare di domenica (leggi l’articolo).

Per evitare qualsiasi tipo di guaio, prima di pubblicare un contenuto riguardante un’azienda bisognerebbe rispondere a 5 domande. Vediamole subito.

Pubblicare sui social

Purtroppo per il momento non esiste ancora  un’app come quella creata da Lisa nel recente episodio della pluripremiata serie “I Simpsons” (stagione 27 episodio 10 “The girl code”) in cui realizza questa applicazione che consiglia se postare o meno un contenuto e a quale conseguenze esso può portare.

Chissà magari, visto le due previsioni azzeccate de “I Simpsons” (recentemente tanto chiacchierate circa l’elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti e ancor prima l’attentato alle Torri gemelle dell’11 Settembre 2001), presto arriverà anche questo applicativo, ma per il momento il consiglio migliore per non incappare in crisi di reputazione a danno dell’azienda è quello di rispettare le 5 domande sotto elencate ed usare un po’ di buon senso.

LE 5 DOMANDE A CUI RISPONDERE POSITIVAMENTE PRIMA DI PUBBLICARE SUI SOCIAL NETWORK

Abbiamo già affrontato in un precedente articolo ( Net-expert  STRATEGIE DI MARKETING VIRALE E I 4 MOTIVI CHE SPINGONO A CONDIVIDERE SUI SOCIAL) i motivi principali per cui condividiamo i post sui social network.

Ora dobbiamo trattenere l’impulso di condividere, perché vediamo a quali domande bisogna rispondere prima di premere il tasto “pubblica” o “twitta”. Per una maggiore comodità di rappresentazione prendiamo in prestito il grafico del blog di Hootsuite che dispone le domande in una flow-chart chiara e ordinata.

5 domande prima di pubblicare sui social

Partiamo dalla prima:

1. QUESTO POST APPORTA UN QUALCHE VALORE AI MIEI FANS?

L’abbiamo ribadito più volte: non si deve trascurare la pagina aziendale ma non si deve nemmeno riempire la pagina di contenuti privi di valore.

Bisogna ricordarsi che il contenuto deve intercettare il pubblico, quindi dev’essere interessante ed apportare un valore, che sia per il pubblico stesso lampante.

Soprattutto quando si tratta di postare contenuti non derivanti dal proprio sito, ma da fonti esterne, la domanda da porsi è: perché i miei followers dovrebbero trovare quel contenuto prezioso (è divertente, informativo, coinvolgente, emozionale, etc..)? Rispondere a tale domanda (a cui si può replicare solo se si conosce il proprio target) permette di evitare quei post non in linea con gli interessi della propria audience.

2. QUESTO POST CONTRIBUISCE AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI AZIENDALI?

Social media marketing

Una volta appurato che il post è di valore, si deve scegliere su quale social network condividerlo, perchè ogni canale è più o meno adatto a trasmettere un determinato messaggio. La scelta ricadrà su quello che meglio valorizza il post in questione (chiaramente per poter effettuare questa decisione, bisognerà preventivamente determinare quali scopi si vogliono perseguire con ogni profilo aziendale): per esempio se è una bella foto di qualità, sicuramente il social migliore è Instagram, se invece è un’opinione su un tema attuale, andrà meglio Twitter.

Operando questa scelta, si forniscono i contenuti di valore al proprio pubblico e nello stesso tempo l’azienda può raggiungere gli obiettivi fissati per ogni canale di comunicazione.

3. IL FORMATO DI QUESTO POST E’ OTTIMIZZATO PER IL CANALE CHE HO SCELTO?

Una volta scelto il social network giusto, bisognerà presentare il post nel miglior modo possibile; per esempio si può accompagnare il testo con un’immagine che illustri le informazioni contenute, oppure si possono includere degli hashtag per aumentare la visibilità facilitando la ricerca.

Aggiungere elementi al post lo rende maggiormente condivisibile e ne aumenta il valore, che come abbiamo visto prima è un aspetto molto importante.

4. IL FORMATO DI QUESTO POST INCONTRA GLI STANDARD DELLA PRESENZA AZIENDALE SUI SOCIAL NETWORK?

Per essere certi che ogni contenuto da noi pubblicato contribuisca al raggiungimento degli obiettivi della nostra social media strategy è necessario che tutti mantengano gli stessi standard elevati sia nel format che nel messaggio.

Se per esempio la nostra strategia di comunicazione aziendale si è sempre basata su contenuti con format di testo e visual, l’improvvisa condivisione di una GIF ironica e irriverente con un tono anomalo e inconsueto per noi, potrebbe disturbare la nostra audience perchè il formato (ed il contenuto) scelto non è affine e in linea con i nostri target di riferimento.

5. E’ IL MOMENTO GIUSTO PER PUBBLICARE QUESTO POST?

Quando pubblicare sui social

Il momento giusto per postare dipende dal social network e dal pubblico, soprattutto dall’area geografica da cui si connette.

Per capire qual è questo momento si possono ad esempio utilizzare gli strumenti interni ai social che gestiscono le analitiche o piattaforme esterne di analisi per scoprire i giorni e gli orari migliori per pubblicare.

E’ fondamentale programmare i post in anticipo, facendo attenzione, però, a monitorare sempre e comunque gli avvenimenti esterni per non rischiare di essere considerati insensibili come è successo a KFC Thailand quando nel 2012 durante l’allarme tsunami lanciato a seguito delle violente scosse di terremoto che hanno colpito le coste di Sumatra (Indonesia), ha pubblicato un messaggio inappropriato.

Trattasi anche di esempio negativo di real time marketing.

In quest’ottica può aiutare anche il controllare i propri competitor: cosa, dove e quando postano, in modo da diversificare e migliorare i propri contenuti ed aggiustare la programmazione.

Torneremo sull’argomento con futuri articoli per analizzare quali sono gli errori più frequenti che si commettono sui social network.

Nel frattempo, se volete attuare una strategia di social media marketing di successo o programmare un calendario editoriale efficace, contattateci!

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