5 aprile 2018 Expert

ANALIZZA SUBITO I TUOI BIG DATA AZIENDALI E SCOPRI PERCHE’ I DATI ONLINE VALGONO COSì TANTO

In queste settimane non si è parlato d’altro: il caso Facebook-Cambridge Analytica ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale l’importanza per taluni delle informazioni condivise nei profili social e nel web, elaborate per profilare abilità, comportamenti e caratteristiche delle persone a proprio vantaggio.

Come moderni Pollicino, ogni volta che  utilizziamo Internet ci lasciamo dietro piccole (grandi) tracce: quando utilizziamo le tante carte fedeltà nei negozi o quando compriamo qualcosa online, arricchiamo l’enorme mole di dati in possesso delle aziende e presenti nel web, ovvero i big data.

Come aziende non investire tempo e risorse nella preziosa estrazione e lavorazione dei dati dei propri clienti e utenti significa lasciare spazio a quelle aziende che invece lo fanno con evidenti vantaggi competitivi.

Non serve essere Amazon per iniziare, scopri come.

 

CORSA ALL’ORO? NO, MA AI BIG DATA AZIENDALI CHE VALGONO DI PIÙ

COSA SONO I BIG DATA E IN CHE MODO POSSONO ESSERE UTILIZZATI DALLE AZIENDE?

 

Non esiste una definizione univoca: Alexander Jaimes, ricercatore presso Yahoo Research, durante una conferenza in Italia ha affermato che “i dati siamo noi”.

L’utilizzo di qualsiasi device infatti genera un insieme complesso di dati, spesso indiretti, che devono essere estrapolati, gestiti e processati per l’acquisizione di informazioni utili per la profilazione delle personas (identikit verosimili dei nostri clienti ideali).

Per capire come migliorare la produttività o le vendite online servono dati trattati che indichino realmente come profilare l’offerta commerciale, a chi rivolgerla, in che modo, con che canali. Per decifrare queste informazioni serve un discreto quantitativo di dati che deve essere analizzato in maniera corretta non solo per capire cosa significhi realmente ma soprattutto per tradurlo in effettive azioni commerciali.

I Big Data rappresentano quindi la nuova evoluzione del tuo business. Acquisire competenze analitiche e figure altamente specializzate risulta essere già essenziale: nel 2017 il mercato italiano dei big data analytics ha raggiunto un valore complessivo di 1,1 miliardi di euro, +22% rispetto allo scorso anno.

 

La corsa all’oro, o meglio alla miniera di dati online e offline, ha incrementato il mercato dei Big Data Analytics sia nelle grandi imprese che detengono l’87% della spesa complessiva sia delle PMI con il 13%, aumentando i propri investimenti del 18% rispetto allo scorso anno.  

Nelle grandi aziende come Amazon o Netflix, l’uso dei Big Data è in atto da anni con i metodi di raccomandazione utilizzati per fare proposte di acquisto sulla base degli interessi e i percorsi di navigazione degli utenti.

sistema di raccomandazioni algoritmi

Fonte: Amazon, suggerimenti di prodotti che possibilmente potrebbero interessare l’utente in base al sistema di raccomandazioni

 

DOVE TROVARE QUINDI LE INFORMAZIONI CHE CONTANO?

 

I big data non sono brutti e cattivi (solo grandi e grossi), ma non ti spaventare: ti guideremo noi nei primi passi iniziali per capire come usare queste informazioni.

Il primo nostro consiglio è quello di avere un controllo sulle tue performance: più monitori, meglio è.

Per anticipare i desideri di acquisto dei consumatori esistono diversi strumenti per iniziare il tuo monitoraggio e uno di questi, il più comune e maggiormente utilizzato, è Google Analytics che permette di raggiungere risultati concreti analizzando il tuo sito web anche in tempo reale.

pubblici google data analisi

Fonte: Schermata iniziale di Google Analytics della sezione pubblico

 

Se parti da un livello base, dopo aver settato Google Analytics per il tuo sito web, i parametri che potresti trovare interessanti nella piattaforma sono:

 

  • Visualizzazioni dei tuoi articoli o delle tue pagine

Uno dei modi più veloci per ottenere un feedback sui propri articoli, pagine o prodotti è quello di misurare quante persone li guardano. Il loro interesse sarà direttamente proporzionale al tempo medio di visualizzazione della pagina, alla loro permanenza o alla loro frequenza di rimbalzo in quella pagina.

  • Tassi di conversione

Se hai settato un obiettivo ad esempio la sottoscrizione al form della newsletter o al download del catalogo potrai vedere ogni mese il numero di conversioni raggiunte confrontandole o facendo benchmark sui tuoi andamenti.

  • Fonti di traffico, mezzi e sorgenti

E’ inoltre importante capire da che canale arriva il traffico del tuo sito se ad esempio dai motori di ricerca o dai social media  (facebook, twitter, linkedin..) o da traffico diretto o email marketing. Puoi anche vedere da che mezzo il tuo sito web viene visualizzato (mobile, pc e tablet) per adattare i tuoi contenuti al formato maggiormente utilizzato dai tuoi lettori.

  • Caratteristiche demografiche della tua audience

Vuoi scoprire chi ti legge, da che luogo, quando ecc? Analytics risponderà ad ogni tuo dubbio: nella sezione “Pubblico” potrai scoprire chi realmente è la tua audience, i loro interessi, i loro comportamenti…

Infatti ogni informazione viene tracciata in base alle ricerche fatte nel web e alla navigazione all’interno di un sito web: avevamo già parlato di cookie e big data in un nostro precedente articolo Net-expertI COOKIE INTERNET: UTILI, MA SOPRATTUTTO INDISPENSABILI. ECCO PERCHE’” )

Questi dati sono essenziali poiché danno nozioni importantissime per predire futuri comportamenti di utenti e consumatori e per indirizzare presenti e future campagne marketing.

 

LA BUONA ABITUDINE, ALMENO UN REPORT AL MESE

 

Infine ogni mese è necessario redigere un report con l’analisi dei dati del tuo sito (da integrare con quelli derivanti da altre piattaforme social, email marketing, adv,..)  e aggiornarlo mensilmente per fare benchmark, confronti e differenze per stilare, in base ai dati raccolti, le tue strategie di marketing.

Ma non è finita qui: in aggiunta potresti anche configurare il pixel di Facebook per monitorare anche le performance della tua audience che ti segue sui tuoi canali social.

Lo sappiamo, monitorare ed interpretare i dati è spesso difficile, complicato, serve esperienza, ma grazie all’analisi costante dei dati si raggiungono utenti giusti al momento giusto. Data la quantità sempre più numerosa di dati provenienti da fonti online è però necessario saperli tradurre ed adattare ad ogni situazione come fa un bravo data analyst.

data scientist compiti

Infografica descrittiva sui generali compiti di un data scientist/analyst.

 

TENDENZE E NUOVE SFIDE PER LE AZIENDE: DAL DATA ANALYST AL GDPR

 

Per riuscire a decifrare dati e comportamenti degli utenti servono però applicativi e figure specializzate (data analyst o consulenti del settore che lavorano in web agency). Cresce dunque non solo il mercato dei dati, ma soprattutto la consapevolezza delle aziende italiane delle opportunità offerte che si riflette anche nella crescita delle competenze impiegate (non a caso una delle professioni più ricercate è quello di data scientist chiamato a generare nuove conoscenze dai dati analizzati).

osservatori digitali trend 2018 big data

 

Fonte: Infografica tratta dal comunicato stampa “Big Data is now: tomorrow is too late” di Osservatori.net , Digital Innovation.

 

Tuttavia, il processo di trasformazione delle tradizionali imprese italiane è ancora troppo lento rispetto alle imprese estere: ormai si conoscono le opportunità offerte dai Big Data, dalle strategie data driven orientata agli aspetti predittivi all’automatizzazione di processi e servizi, ma non si riesce ad approfittarne in maniera completa. Per riconfigurare i propri processi organizzativi, le imprese devono puntare su competenze specializzate, su un livello di governance avanzato che segue determinati modelli organizzativi e su strutture centrali di coordinamento.

Non solo infrastrutture e figure competenti, le aziende devono essere sempre aggiornate legalmente in materia del trattamento di dati in linea con l’imminente entrata in vigore del GDPR.

Per sviluppare teorie, individuare, interpretare, capire e poi gestire comportamenti e fenomeni, le aziende devono adeguarsi al nuovo Regolamento sul trattamento dei dati entro  il 25 Maggio 2018: nuove normative, nuove figure da integrare.ma soprattutto un’opportunità per mostrare quella trasparenza nei processi e nel trattamento dei dati personali che sempre più viene chiesta alle aziende dagli utenti privati. Sicuro di essere conoscere le leggi per non rischiare una multa salata? Approfondisci l’argomento con il nostro articolo Net-expert“MANCA POCO AL 25 MAGGIO: VIENI AL WORKSHOP GRATUITO PER AZIENDE SUL NUOVO GDPR“.

 

Ogni azienda è coinvolta, dalle più grandi alle più piccole. Infatti anche le PMI mostrano un diffuso interesse per l’analisi dei dati, con l’utilizzo di strumenti di Data Visualization e analytics di base, oltre ai servizi di supporto alle attività di marketing. Sebbene in Italia le PMI rappresentino ancora una piccola percentuale del mercato, la crescita della spesa è un segnale che, seppur più lentamente, esse si stanno muovendo nella giusta direzione.

Tuttavia, le dimensioni aziendali hanno un peso rilevante nel determinare l’approccio a questi sistemi: per le microimprese la spesa è spesso troppo onerosa e moltissime trovano difficoltà nello stimare i reali benefici. Se piccole aziende di servizi finanziari e assicurativi dichiarano di essere interessate a incrementare le proprie risorse con l’analisi dei big data aziendali, il Nord Est si dimostra purtroppo l’area più arretrata di tutta Italia a causa anche della natura settoriale dei propri poli industriali.

 

CHI BEN COMINCIA …

 

Non aspettare che sia troppo tardi: analizza, studia i tuoi dati e tocca con mano i reali benefici dei big data, essenziali per le tue azioni di marketing. Non serve essere una grande multinazionale per iniziare a controllare e monitorare le tue performance.

Cogli nuove opportunità di business e investi in queste tipologie di progetti, arricchisci la tua azienda con conoscenze informatiche, statistiche e di project management: potrebbe sembrare un forte investimento iniziale, ma nel lungo periodo ti porterà a conoscere meglio il mercato, i tuoi utenti e futuri scenari di investimento nel tuo settore.

 

Cosa aspetti a creare strategie competitive su misura della tua audience?

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