24 Giugno 2016 Expert

COME AGIRE CONTRO IL CYBERBULLISMO: QUANDO INTERNET VIENE USATO COME ARMA

Oggi ci discostiamo da quello che è il nostro settore principale, ovvero il Digital Marketing, per trattare un tema preoccupante: il cyberbullismo.

Per noi Internet è uno strumento prezioso che presenta innumerevoli vantaggi e tutti noi ne facciamo un uso quotidiano: ad Aprile 2016 gli italiani connessi nel giorno medio preso in considerazione dal report di Audiweb sono stati circa 21,8 milioni.

Purtroppo non tutti utilizzano la rete per gli scopi per cui è nata (diffondere contenuti, reperire informazioni in maniera rapida, trovare soluzioni a problemi, acquistare prodotti, etc.), ma molti giovani ne abusano per schernire, insultare, deridere ed offendere altri ragazzi.

E proprio di questo triste fenomeno in ascesa e dei “bulli virtuali” parleremo in questo articolo, affrontando i vari aspetti della piaga e per capire come agire contro il cyberbullismo.

COSA SONO BULLISMO E CYBERBULLISMO

Bullismo virtuale

UNA PRIMA DEFINIZIONE

Per bullismo e cyberbullismo si intende “una serie di comportamenti violenti, offensivi, umilianti, intenzionali, ripetuti nel tempo contro una vittima designata ritenuta più debole”.

Non servirebbe spiegare cos’è il bullismo, in quanto lo conoscerete quasi sicuramente tutti, ma tale definizione sottolinea che sia il bullismo che il cyberbullismo sono azioni “ripetute nel tempo” e che quindi si discostano dai singoli atti di violenza, con cui vengono spesso confusi.

LO SPOT CHE PARLA CON LE IMMAGINI

Per spiegare in maniera semplice e concisa cos’è il bullismo ci avvaliamo di un recente spot di Android che presenta tale tema in maniera delicata ma diretta:

In questo cortometraggio le vittime del bullismo sono i protagonisti del gioco della Morra cinese (Carta, Forbici e Sasso), che riescono ad affrontare il problema unendo le proprie forze.

Lo spot riesce ad evidenziare in un minuto due problemi principali:

  • L’ASSENZA DI UNA FIGURA ADULTA (insegnanti o genitori): come i tre protagonisti del cortometraggio, anche i ragazzi che subiscono queste violenze spesso si sentono abbandonati. Gli adulti devono intervenire per proteggere i più deboli, perchè questi giovani devono sapere che possono contare su genitori ed insegnanti;
  • LA MAGGIORANZA DI RAGAZZI CHE CHIUDONO GLI OCCHI: nel punto precedente abbiamo detto che le vittime di bullismo si sentono abbandonate non solo dagli adulti, ma anche dagli altri compagni di scuola. Troppi ragazzi si girano dall’altra parte non capendo che l’unico modo per isolare i (pochi) bulli è unire le (tante) forze. Da qui si evince una grande realtà e cioè che l’unico modo per sconfiggere il bullismo è sostenersi a vicenda.

QUANDO LA RETE INTRAPPOLA

Forse un po’ meno nota è la definizione di cyberbullismo, perché di origine più recente: principalmente si tratta di una forma di bullismo perpetrata utilizzando i social network o le app di messaggistica e consiste in offese, insulti, denigrazioni, rivelazioni di informazioni private e foto imbarazzanti ed esclusione costante della vittima dal gruppo.

Inoltre, un’altra differenza fra cyberbullismo e bullismo è che nel primo caso spesso i bulli rimangono anonimi perché creano dei profili falsi. Questo conferisce loro maggior sicurezza, in quanto compiono tali azioni al sicuro in casa propria ed una minor consapevolezza di cosa stanno commettendo proprio per il fatto che non vedono la vittima e le sue reazioni.

Ad aggravare il cyberbullismo è il mezzo con cui si mette in atto: la rete. Essendo una forma di violenza virtuale la vittima è sempre attaccabile perché non esiste luogo e tempo e, sempre per lo stesso motivo, la diffusione può diventare su larga scala se si aggiunge anche il pubblico a commentare e condividere.

UN REATO DA PERSEGUIRE

Si può ricorrere a punizioni legali, dato che il bullismo si profila come un reato (regolato dal disegno di legge 1261 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, che ha ottenuto il voto unanime in Senato) i cui capi di imputazione variano fra stalking, diffamazione online, ingiurie, molestie, e furto di identità digitale e i trattamenti sono diversi a seconda dell’età: per i ragazzi fra i 14 e i 18 anni sono previste condanne come i lavori socialmente utili.

I PROTAGONISTI E LE DINAMICHE DI AZIONE

Partiamo da quanto detto finora per fare un discorso più ampio sul bullismo e cyberbullismo, delineando soprattutto il ruolo dei diversi soggetti coinvolti: bulli, vittime, pubblico ed adulti.

1. GLI ARTEFICI DEL CYBERBULLISMO

Cyberbulli

Ciò che muove il bullo o cyberbullo, come bene o male tutti i ragazzi, è il bisogno di farsi accettare dal gruppo, con la differenza che il bullo sceglie la strada sbagliata. Il motivo di tale decisione viene spiegato da alcuni studi, secondo cui i “carnefici” sono adolescenti con bassa autostima ed insicuri oppure incapaci di gestire conflitti molto probabilmente perché non ne hanno dovuti affrontare in famiglia.

Per questi motivi, nel momento in cui il ragazzo compie la prima azione da bullo (per esempio insultare la vittima sul suo profilo Facebook, bombardarla di messaggi offensivi e minatori su Whatsapp o pubblicare sui social network foto inopportune scattate a tradimento al malcapitato), ricerca l’approvazione del gruppo che a volte arriva apertamente, altre volte è il bullo stesso ad interpretare il silenzio del pubblico come tale. Questa conferma da parte del pubblico induce il bullo a pensare che debba continuare su questa strada (sbagliata) per piacere agli altri e farsi rispettare.

Spesso i bulli agiscono come tali nei confronti dei ragazzi più minuti, con una fisicità più piccola. Ma questo discorso non vale per i cyberbulli in quanto online tutto viene smaterializzato e quindi tutti possono diventare bulli virtuali, anche i ragazzi che non hanno il coraggio di affrontare i propri compagni faccia a faccia: lo dimostra il fatto che spesso i profili dei cyberbulli sono falsi.

Al problema che il cyberbullismo può essere compiuto da chiunque si aggiunge anche un’altra questione che abbiamo anticipato prima: il cyberbullo non è spesso completamente consapevole di ciò che sta commettendo, proprio perché la smaterializzazione causata dalla rete impedisce al giovane di comprendere e percepire la relazione con gli altri ragazzi.

2. LE VITTIME DEI CYBERBULLI

Vittime cyberbullismo

Purtroppo le vittime sono ragazzini; si parla perlopiù di giovani fra gli 11 e i 17 anni. E dato ancor più preoccupante è la percentuale di vittime: secondo il report dell’Istat “Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi” nel 2014 le vittime di cyberbullismo ammontavano a 7,1% di ragazze e 4,6% di ragazzi.

Si è soliti pensare che i giovani sappiano navigare in Internet ed utilizzare i vari dispositivi per accedervi perché sono nati con il cellulare in mano (sono diffusissime le definizioni di “nativi digitali” o “millennials”), ma in realtà la capacità d’uso e la cognizione delle minacce presenti in rete è proporzionata all’età ed al loro sviluppo cognitivo: sapranno pure aprire le app o fare ricerche in rete, ma non sono ancora consci dei rischi e pericoli e delle conseguenze che comporta il condividere foto o informazioni sensibili online.

Purtroppo i ragazzi pubblicano questi contenuti personali online o li spediscono tramite le app di messaggistica, senza sapere come gestire le conseguenze derivanti dai cyberbulli che approfittano di tali contenuti per deriderli pubblicamente e nel tempo. Alla lunga queste angherie portano a non indifferenti crolli psicologici che spingono alcuni giovani a compiere gesti estremi che poi puntualmente ritroviamo sui quotidiani.

Casi di Cyberbullismo

3. IL TERZO ELEMENTO: IL PUBBLICO E GLI ADULTI

Adulti per proteggere le vittime di cyberbullismo

Adulti e pubblico sono le uniche speranze della vittima per essere protette, ma se queste figure non intervengono o addirittura si aggiungono alle violenze (nel caso del pubblico) diventano allora inevitabilmente complici.

FARE COMUNICAZIONE SUI RISCHI DELLA RETE

Per gli altri ragazzi può diventare complesso intervenire a difesa della vittima e per molti anche solo denunciare gli accaduti agli adulti, ma l’intervento da parte di un genitore o insegnante è provvidenziale per il “bullizzato” perchè può porre fine agli atteggiamenti violenti. Per questo i ragazzi che sono a conoscenza di episodi di violenza devono avvisare sempre gli adulti.

D’altro canto anche gli adulti devono avvertire i ragazzi: sui pericoli presenti in rete, sulle conseguenze che comporta il suo utilizzo e sulla gravità delle azioni dei bulli che devono essere denunciate e non sostenute.

Quindi gli adulti, che siano insegnanti o genitori, hanno il compito di educare e di porsi in prima persona per aiutare i ragazzi e non dare per scontato che ragazzini di 11 anni sappiano gestire tali situazioni da soli solo perché sanno usare i dispositivi tecnologici.

Gli adulti devono capire il ruolo importante che rivestono: oltre a prevenire il diffondersi di tali piaghe, educando i ragazzi sui vari rischi derivanti dall’utilizzo inconsapevole di Internet e dei dispositivi fissi e mobili, devono anche fornire supporto immediato alla vittima (di tipo psicologico o facendo un lavoro di recupero del gruppo e dell’etica a scuola).

COME RICONOSCERE LE VITTIME DI CYBERBULLISMO

Purtroppo se chi è a conoscenza di questi fatti tace può risultare difficile individuare le vittime, perché essendo una forma di violenza virtuale non ci sono segni evidenti come lividi o botte che si riscontrano per il bullismo.

Ancora una volta sono gli adulti che dovrebbero avere una sensibilità tale da cogliere i segnali di malessere della vittima (come la scarsa voglia di partecipare alle attività scolastiche ed extrascolastiche, la progressiva esclusione dai gruppi ed isolamento o nei casi più gravi il rifiuto del cibo), senza confonderli con i problemi adolescenziali che spesso hanno gli stessi sintomi.

COME AGIRE CONTRO IL CYBERBULLISMO

Stop bullying

In un mondo in cui Internet ha un ruolo predominante fra i giovani il cyberbullismo troverà sempre più spazio e non è impedendo ai ragazzi di utilizzare computer, smartphone e tablet o semplicemente apponendo il parental control che si contrasta totalmente questo fenomeno negativo.

Prima che cadano vittime di attacchi virtuali occorre, come ribadito sopra, educare i ragazzi e renderli consapevoli delle insidie presenti in Internet, magari usando il computer insieme a loro.

UN SUPPORTO CONCRETO

A questo proposito ricordiamo che dal 19 Ottobre 2015, giornata in cui è stata lanciata la campagna #OFF4aDay ideata da Samsung e Moige (Movimento Italiano Genitori) con il patrocinio della Polizia di Stato, è attivo un numero gratuito ed un indirizzo email a cui rispondono un gruppo di psicologi che forniscono supporto alle vittime di cyberbullismo.

 Il numero è 393.300.90.90, mentre l’indirizzo email è help@off4aday.it

Vi segnaliamo, inoltre, un sito dove reperire informazioni sempre aggiornate, utili consigli ed assistenza qualificata per contrastare il cyberbullismohttp://www.generazioniconnesse.it/ oltre che il sito del Telefono Azzurroonlus che dal 1991 è dalla parte dei bambini.

 

Per maggiori accorgimenti su come salvaguardare la propria sicurezza online vi invitiamo a leggere un nostro articolo precedente: Net-expert  10 CONSIGLI PER TUTELARE LA VOSTRA SICUREZZA ONLINE

 

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