7 dicembre 2017 Elisa

I COOKIE INTERNET: UTILI, MA SOPRATTUTTO INDISPENSABILI. ECCO PERCHE’

Il lunedì è sempre traumatico, ma questa settimana è stato addolcito dalla festa che cade ogni anno negli USA il 04 dicembre: il “National cookie day, la “giornata nazionale dei biscotti”. Insomma non proprio il lunedì ideale per cominciare una dieta…

Per noi che facciamo colazione con caffè e web marketing, il termine cookie indica altri tipi di “biscotti”, in particolare quelli fatti da codice e inseriti nei siti internet. Sono proprio quei cookie menzionati nei diffusi banner con l’informativa sulla privacy e che compaiono all’inizio o in fondo alle pagine web. Esatto, quel riquadro che molto spesso chiudi senza leggere.

Non sai le grandi potenzialità che ti perdi e che i cookie possono portare alla tua azienda!

Com’è noto ormai a molti, dal giugno 2015 è diventato obbligatorio inserire nel proprio sito internet l’informativa sulla privacy che espliciti l’utilizzo dei cookie all’interno del sito stesso (Provvedimento n. 229/2014 del Garante per la protezione dei dati personali).

Da allora molte aziende hanno scoperto l’esistenza dei cookie senza però approfondire di cosa si trattasse veramente: la stragrande maggioranza si è limitata ad adempiere a quest’obbligo di legge.

I cookie quindi sono rimasti avvolti da un alone di mistero, ma ancora per poco!

NON TUTTI I BISCOTTI SI MANGIANO

cookie internetPer prima cosa diamo una definizione sommaria di cookie:  “piccolo file, memorizzato nel computer da siti web durante la navigazione, utile a salvare le preferenze e a migliorare le prestazioni dei siti web. [ ] Nel dettaglio, un cookie è una stringa di testo di piccole dimensioni inviata da un web server ad un web client (di solito un browser) e poi rimandata indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web”. (Fonte Wikipedia).

Esistono diversi tipi di cookie (di sessione, persistenti, di prima parte o di terza parte), ma in questo articolo vediamo solo quegli indispensabili per le aziende e che riguardano i propri utenti web:

  • Cookie tecnici: servono per la normale navigazione e fruizione del sito web e per facilitare l’accesso all’utente. Ad esempio, quando accedi a Facebook ed apri una nuova finestra del social network nello stesso browser, grazie a questi cookie, non dovrai effettuare nuovamente l’accesso;
  • Cookie statistici o analitici: vengono utilizzati a fini di ottimizzazione del sito per raccogliere informazioni generali e non riconducibili alla singola persona, sul numero degli utenti e sulla modalità di navigazione nel sito;
  • Cookie di profilazione: come si evince dal nome, sono utili per creare profili tipo degli utenti tramite le preferenze manifestate durante la navigazione.

Analisi del proprio sito e profilazione degli utenti.

Parole magiche per un’azienda che vuole crescere e costruire strategie di marketing efficaci.

L’UTILITA’ DEI COOKIE DI PROFILAZIONE PER LE AZIENDE: CONOSCI IL TUO PUBBLICO

Attuare una qualsiasi strategia di marketing richiede accorgimenti preventivi che ne influenzeranno l’esito finale: è fondamentale conoscere il pubblico per indirizzare i propri sforzi (di tempo ed economici) verso pubblici interessati ai nostri servizi e prodotti. Così come il monitoraggio ciclico dei risultati, durante e dopo la strategia, è necessario per determinare cosa è andato storto e cosa ha funzionato.

Le strategie di web marketing si basano sullo stesso principio, solo che grazie ai diversi strumenti di cui si avvale, questo compito può risultare più facilitato. Naturalmente questa semplificazione poggia sulla conoscenza e sul corretto uso di tali strumenti.

Fra questi, oggi parliamo dei cookie, in particolare di quelli di profilazione ed analitici.

Nell’era digitale la comunicazione dev’essere mirata e non “sparata sul mucchio”. Le persone sono state per anni (e sono tuttora) bombardate da pubblicità su ogni canale tradizionale disponibile (tv, radio, cartelloni in strada, etc.) e per difendersi hanno innalzato delle barriere, diventando immuni a tali forme di marketing. Dall’interruzione al “rumore di fondo”.

Questo mutato panorama ha costretto molte aziende a promuovere prodotti o servizi con messaggi mirati verso un pubblico specifico.

Per poter comunicare sulla stessa lunghezza d’onda ed instaurare un rapporto con tale audience i brand devono prima conoscerla: età, sesso, provenienza geografica, interessi, timori, e molto altro ancora: ogni informazione che riguarda i nostri utenti è utile.

I cookie di profilazione ci aiutano in questo: tengono traccia delle attività di navigazione e delle preferenze dell’utente, studiano le sue abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.),  per delinearne un profilo.

Un esempio pratico.

Un gruppo di utenti che naviga in un eCommerce di abbigliamento passa molto tempo nella sezione scarpe da uomo sportive. Il cookie salva queste informazioni, permettendoci di venire a conoscenza che un certo numero di visitatori di quell’eCommerce sono uomini con interessi sportivi. Grazie a questa informazione potremo creare dei contenuti su misura per questo vasto pubblico, con conseguente aumento dell’engagement.

Se poi alcuni di questi utenti hanno inserito nel carrello un prodotto senza completare l’acquisto, grazie ai cookie di profilazione, è possibile raggiungerli per ricordar loro di tale prodotto, tramite una campagna di remarketing e avere buoni risultati in termini di conversione.

Per saperne di più su questa tecnica di web marketing ti invitiamo a leggere due nostri precedenti articoli in merito:

Net-expertREMARKETING: RECUPERA GLI UTENTI CHE ABBANDONANO IL TUO SITO 

Net-expert HAI BISOGNO DI CAMPAGNE DI REMARKETING EFFICACI? ECCO I NOSTRI 8 CONSIGLI 

Attenzione che per sfruttare questo tipo di cookie devi ricevere il consenso da parte degli utenti, dopo averli adeguatamente informati del loro utilizzo sul tuo sito.

COOKIE ANALITICI: ANALIZZARE PER OTTIMIZZARE IL PROPRIO SITO

Come fai a sapere se il tuo sito sta andando bene, sta piacendo agli utenti, viene consultato dagli stessi? Non lo puoi sapere se non lo tieni monitorato. Così come non puoi sapere quali manovre correttive attuare per migliorarlo.

Ecco che entrano in gioco i cookie analitici, il cui compito è controllare il traffico e le attività svolte nel sito. Il servizio più conosciuto ed utilizzato che offre tali cookie è Google Anaytics  che li impiega per elaborare analisi, statistiche sulle modalità di navigazione degli utenti: viene visitato da dispositivi mobile o desktop, quante e quali pagine hanno consultato, dove hanno cliccato, etc.

Raccogliere queste informazioni ci permette di capire i punti di forza e debolezza del nostro sito, di apportare alcune modifiche alle pagine che non vengono visitate o di promuovere maggiormente un servizio poichè risulta interessante per molti utenti.

Se sono semplici cookie analitici basta dare l’informativa quando vengono inseriti dal titolare del sito. Altrimenti, nel caso di Google Analytics o di cookie analitici che fungono anche per profilare gli utenti, sarà necessario ricevere da questi il loro consenso all’utilizzo.

Per una maggiore profilazione molte aziende hanno cominciato ad utilizzare dati che integrano l’online e l’offline per l’attuazione di strategie di marketing sempre più mirate: è d’obbligo quindi menzionare i  “big data”.

BIG DATA: LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

Si tratta di un termine molto utilizzato soprattutto nell’ultimo anno e lo si può descrivere come un insieme di tecnologie e metodologie per l’analisi di un’enorme mole di dati diversificati e provenienti da diverse fonti (ad esempio sensori, dati satellitari, telefonici, social media, etc.).

Il vero valore dei big data deriva dalla loro numerosità, ma soprattutto dalla segmentazione di questi in una prima fase e successivamente dalla loro elaborazione ed analisi. Vengono già utilizzati da grandi aziende per processi decisionali e innovativi all’interno dell’azienda stessa.

Alcuni semplici esempi pratici di utilizzo dei big data combinato con gli analytics permettono di:

  • creare offerte nei punti vendita su misura per i clienti in base alle loro abitudini;
  • intervenire prontamente al verificarsi di guasti ed avarie;
  • prendere decisioni più mirate riducendo gli sprechi.

Se da un lato i big data permettono profilazioni sempre più precise, dall’altro emergono nuovi rischi legati alla tutela della riservatezza delle persone.

Sul tema privacy e big data tanti sono i punti interrogativi, sebbene il Garante stia cercando di far chiarezza in merito.

Entro fine maggio 2018 anche l’Italia dovrà adeguarsi al nuovo Regolamento UE 2016/679 che andrà a sostituire il vigente Codice della privacy (Dlgs 196/2003). Vedremo insieme come.

In entrambi i casi i cookie e i big data raccolgono informazioni preziose per un’azienda, perché indispensabili per una strategia di web marketing solida ed efficace.

 

Contattaci se hai bisogno di alcune dritte per gestire al meglio i cookie o per aggiornare la privacy policy sul tuo sito!

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,