14 Settembre 2017 Expert

FACEBOOK ALL’ATTACCO DELLE FAKE NEWS: BLOCCO DELLE PAGINE CHE DIFFONDONO BUFALE

Ciò che si può dire con certezza riguardo le “bufale” o “fake news”, che hanno ormai colonizzato vasti spazi del web, è che si tratta sostanzialmente di notizie false che vengono pubblicate online per un ritorno economico. Questo è possibile perché i siti in questione sfruttano i meccanismi del pay for click, tramite i quali il sito può guadagnare dai banner pubblicitari posti all’interno della pagina web dell’articolo.

Per poter guadagnare cifre considerevoli, però, è necessario che la notizia venga visualizzata da più persone possibili e che quindi diventi virale. Ecco che allora a questi articoli vengono messi titoli sensazionalistici ed immagini ambigue in modo che stimolino il click degli utenti e la successiva condivisione (in gergo digitale viene definito clickbait, cioè “esca da click”).

Complici (attivi o passivi) della diffusione di questa piaga sono stati ritenuti i colossi del web, Google e Facebook, i quali fin da subito hanno invece chiarito la propria posizione contraria e si sono attivati per contenere e debellare tale fenomeno dilagante.

FAKE NEWS E FACEBOOK: IL SOCIAL NETWORK SFERRA UN COLPO DECISIVO

Per contrastare tale epidemia sono stati studiati e attivati alcuni metodi: strumenti di fact checking, estensioni che impediscono l’accesso ai siti di bufale, algoritmi che fanno emergere i contenuti considerati più autorevoli, informazione continua all’utenza.

Ecco l’annuncio di aprile 2017 seguito da importanti dichiarazioni da parte del fondatore del social network.

Fermare la diffusione di notizie false è una parte importante della costruzione di una comunità informata“, scrive Zuckerberg. “Sappiamo che la nostra comunità vuole informazioni precise. E abbiamo ancora tanto lavoro da fare, ma questo è un altro importante passo in avanti“.

In particolare Facebook, per sensibilizzare ed educare gli utenti a individuare le bufale in circolazione, ha aggiornato l’algoritmo in modo che le notizie false non comparissero sul News Feed, ha introdotto l’opzione per permettere agli utenti di segnalare le fake news e ha infine attivato un sistema per avvertire gli iscritti quando una notizia è contestata secondo le verifiche di siti di fact-checking.

Segnalare bufale Facebook>> Opzione per segnalare a Facebook che una notizia è falsa

Facebook, quindi, sferra un colpo decisivo puntando sul disincentivo economico nei confronti delle pagine che utilizzano e diffondono le fake news allo scopo di guadagno: è stato annunciato inoltre che queste Fan Pages che pubblicano ripetutamente notizie false (dopo averle più volte penalizzate nell’algoritmo organico) non potranno più acquistare spazi pubblicitari sul social network. In questo mondo le pagine “colpevoli” non potranno più sponsorizzarsi con la diretta conseguenza che vedranno diminuire la copertura di utenti e, di conseguenza, anche i propri introiti.

A giudicare se le notizie sono false saranno dei controllori esterni alla piattaforma (tra le quali le agenzie Politifact, FactCheck.org, Snopes.com) che potranno decidere anche di annullare questo blocco alle pagine che smetteranno di postare notizie false.

>> BLOG AZIENDALE CONTENENTE L’ANNUNCIO DI BLOCCO ALL’ADS: CLICCA QUI

PROBLEMA BUFALE RISOLTO? PARE DI NO

Tali contromisure, tuttavia, sono state ritenute da alcuni non del tutto efficaci e secondo molti in realtà Facebook non ha veramente intenzione di estirpare questa piaga perché le bufale attirano gli utenti sulla sua piattaforma. D’altra parte Mark Zuckeberg si è più volte difeso: non dimentichiamo che il rischio è quello di perdere credibilità e fiducia degli utenti e di danneggiare il suo business basato proprio sull’incremento del traffico dati.

Nonostante Facebook dichiari che tali strumenti stiano funzionando è comparso in questi giorni uno studio dell’Università di Yale che ne smentirebbe gli effetti positivi insistendo sul fatto che la gente sceglie autonomamente a chi e a cosa credere, anche in presenza di un “bollino rosso”. Anzi, proprio tale etichetta potrebbe avere un effetto calamita per coloro che risultano essere più sensibili a teorie complottistiche.

>> APPROFONDIMENTO: dati dello studio dell’università di Yale sui risultati preliminari dei programmi di fact-check delle notizie (11/09/2017)

Se siete interessati all’argomento bufale vi invitiamo a leggere un nostro precedente articolo dove affrontiamo il loro funzionamento e le conseguenze negative che portano:  Net-expert  POST-VERITÀ COME PAROLA DELL’ANNO: BUFALE, FALSE NOTIZIE E DISINFORMAZIONE NEL WEB

>> APPROFONDIMENTO: Sole24ore

, , , , , , , ,