21 Settembre 2016 Expert

GAMIFICATION: UN TREND VINCENTE PER FIDELIZZARE I VOSTRI CLIENTI E FARVI CONOSCERE

Oggi parliamo di Gamification, ovvero “l’applicazione di aspetti propri del gioco (elementi di gioco, meccaniche di gioco, tecniche di Game design) a contesti non giocosi” (per approfondimenti consigliamo il libro di Alberto Maestri, Pietro Polsinelli e Joseph Sassoon “Giochi da prendere sul serio).

Anche se può suonare bizzarro utilizzare il “gioco” in “contesti non giocosi”, questa tecnica trova applicazione, e si rivela molto valida, in diversi settori (come per esempio quello sanitario per migliorare la prevenzione, quello ambientale per sensibilizzare le persone o quello istruttivo per formare e motivare il personale), tra cui anche quello del business e del marketing.

Addentriamoci, quindi, nel mondo della Gamification, analizzando come si può combinare il gioco con il web marketing e proponendovi alcuni consigli per attuarlo efficacemente tramite esempi pratici.

Innanzitutto puntualizziamo che in Italia quello della Gamification è un approccio recente e che trova meno applicazione rispetto ad altri Paesi; tuttavia, l’efficacia di questa metodologia, se utilizzata correttamente, ha permesso di ottenere in alcuni ambiti aziendali italiani ottimi risultati a fronte di investimenti talvolta modesti, coinvolgendo diverse tematiche come il game design, lo storytelling, la psicologia comportamentale ed il marketing.

“UNA COSA SERIA” PER MANAGER E CONSULENTI D’IMPRESA: I VANTAGGI DELLA GAMIFICATION

gamification marketing

La Gamification, integrata nella strategia di marketing complessiva, contestualizza un brand, un prodotto o servizio offerto in una meccanica di gioco. In questo modo il messaggio pubblicitario viene veicolato all’interno del gioco (che prenderà il nome di advergame), portando l’attenzione del consumatore sul brand in maniera leggera, senza che quest’ultimo si senta esposto ad una pubblicità diretta ed invasiva.

Questo modo di pubblicizzare in maniera velata un brand e il prodotto o servizio offerto, presenta diversi altri vantaggi:

  • Maggior engagement e fidelizzazione dei clienti;
  • Aumento della brand awareness;
  • Incremento della lead generation;
  • Lancio e promozione di nuovi prodotti, in modo innovativo e coinvolgente;
  • Profilazione più completa degli utenti grazie alla creazione di un database con tutte le informazioni sui giocatori.

Questi benefici si possono raggiungere anche con altre strategie di web marketing, ma con la Gamification risultano più amplificati grazie al meccanismo viral che coinvolge una fascia più ampia di utenti, invogliati e incuriositi dal gioco.

GAMIFICATION 3.0: L’APPLICAZIONE INTERNA ALLE AZIENDE

gamification for business

Tale metodologia sopra introdotta si rivela molto utile anche quando viene utilizzata internamente all’attività, per esempio quando viene impiegata per addestrare il personale.

Nel dettaglio, l’utilizzo di strategie di gioco porterebbero i seguenti benefici:

  • Incremento delle performance lavorative e della produttività degli impiegati;
  • Aumento della motivazione del personale;
  • Miglioramento della formazione.

Ma affronteremo più approfonditamente tale settore di utilizzo della Gamification in un prossimo articolo dedicato.

ESPERIENZE SU MISURA PER GLI UTENTI: PERCHE’ LA GAMIFICATION FUNZIONA (MOLTO BENE)

Dopo aver letto quanti e quali benefici può apportare la Gamification ad un’attività, probabilmente ha iniziato a ronzarvi in testa una domanda: perché la Gamification funziona così bene, tanto da trovare un utilizzo sempre più ampio sia da parte delle attività che dalle istituzioni?

La prima motivazione riguarda l’ambiente in cui si affaccia questa metodologia, ovvero il mondo digitale.

Oggigiorno le comunicazioni verso il pubblico avvengono tramite gli strumenti digitali, i cui canali sono innumerevoli e sempre più affollati, dal momento che molte aziende mirano ad essere presenti ovunque ed in qualsiasi momento. Da non sottovalutare poi il potere crescente dei Millennials (nati a partire dagli anni ‘80) che dominano i media digitali in quanto consumatori molto ben informati e “sempre connessi”.

Inoltre il mercato è mutato velocemente e continua ad evolversi, per cui affrontare le nuove sfide ed innovarsi diventa la parola d’ordine per le attività che non vogliono essere surclassate dai competitors.

In uno scenario così frenetico e congestionato, le aziende ed i professionisti che vogliono distinguersi devono far leva sull’aspetto umano, sui fattori che smuovono la sfera emotiva ed i bisogni connaturati delle persone, come per esempio il senso del possesso (che si può realizzare con la conquista dei punti) e del progresso (che si può realizzare con la scalata alla classifica), la paura della perdita, etc.

Praticamente tutti gli aspetti che incidono sugli atteggiamenti e sulle convinzioni delle persone ed agiscono sui loro bisogni psicologici e sulle loro emozioni (tra cui in primis curiosità e competitività) sono racchiusi nel gioco.

Tali aspetti sono per esempio le sfide, la competizione, la cooperazione, gli sviluppi narrativi, le ricompense, le vittorie ed il superamento dei livelli, elementi perfetti per coinvolgere gli individui.

4 ESEMPI VINCENTI DI GAMIFICATION APPLICATA AL MARKETING

Come dicevamo ad inizio articolo questa metodologia è recente e quindi, non esistendo una precisa codificazione, prendiamo ad esempio alcuni brand che hanno utilizzato efficacemente la Gamification per le proprie campagne di marketing, per mostrarvi come si attua correttamente.

1. GAMIFICATION ED E-COMMERCE: BONOBOS E LA CACCIA AL TESORO

bonobos gamification

La Gamification può rivelarsi un ottimo alleato per il commercio online: si possono fidelizzare i clienti alla propria piattaforma e rafforzare il loro senso di appartenenza al brand, creando ad esempio delle “missioni” che permettano ai visitatori di guadagnare punti e scalare una classifica.

Con questi propositi Bonobos, un brand di abbigliamento che vende anche online, in occasione della Pasqua ha creato una caccia al tesoro all’interno del suo sito e-commerce: i primi 50 utenti che ci riuscivano a scovare il personaggio nascosto fra i capi in vendita, vincevano un coupon.

In questo modo Bonobos è riuscito anche ad incentivare la scoperta dei propri prodotti ed aumentare il tempo medio che l’utente trascorreva nell’e-commerce.

2. GAMIFICATION ED E-LEARNING: DUOLINGO PER IMPARARE LE LINGUE GIOCANDO

duolingo gamification

Spesso imparare può essere noioso per molti, se non debitamente stimolati e incentivati: chi si occupa di e-learning si scontra ogni giorno con persone che spesso abbandonano e non terminano il loro percorso di studi.

Per evitare di erodere la propria base clienti, si può reinventare tale attività formativa sotto un’ottica di Gamification così da gratificare e motivare i partecipanti introducendo nell’e-learning elementi del gioco: si tratta ad esempio di inserire barre d’avanzamento, che permettono all’utente di capire a che punto sono del corso e monitorare i propri progressi o i livelli al fine di invogliare l’utente a migliorare e quindi a proseguire con i corsi.

Un esempio è Duolingo, l’app per imparare le lingue, che conta circa 3,3 milioni di download dal Play Store, una dimostrazione lampante che evidenzia come il sistema di Gamification sia apprezzato dagli utenti.

La piattaforma prevede un sistema a punti con un obiettivo giornaliero da raggiungere, le barre d’avanzamento per verificare a che punto si è dell’argomento e un simpatico coach che ricorda di “allenarsi” ogni giorno!

3. GAMIFICATION NELLA VENDITA B2B: AUTODESK E I TRIAL LUDICI PER AVVICINARE I CLIENTI AL PRODOTTO

Il processo di vendita B2B richiede un impegno maggiore e tempistiche più lunghe rispetto alla vendita B2C: per conquistare un lead (potenziale cliente profilato) possono volerci mesi e una volta ottenuto bisogna garantirgli un’ottima esperienza nel sito e “coccolarlo”.

La Gamification può dare un enorme contributo, permettendo di raggiungere questi intenti e di guadagnare un vantaggio notevole rispetto alla concorrenza.

autodesk gamification

Autodesk, famosa azienda americana produttrice di software per la modellazione in 3D, incentiva le vendite dei suoi prodotti facendoli testare per un mese gratuitamente. L’azienda nel 2012 ha deciso di investire di più sull’user experience del periodo di prova, perché si è resa conto che quando l’utente utilizzava più di 3 volte il programma in questi 30 giorni le possibilità che si trasformasse in cliente pagante raddoppiavano.

Per incentivare l’uso del programma nel periodo di prova, Autodesk ha creato Hidden Territory, un gioco costruito sulla metafora della corsa contro il tempo in cui l’utente doveva utilizzare le funzioni del software per completare delle missioni e guadagnare punti. Colui che totalizzava più punti vinceva una copia gratuita del programma.

Con la strategia di Gamification Autodesk è riuscita ad incrementare l’utilizzo del programma nel periodo di prova e di conseguenza anche il tasso di conversione a cliente effettivo.

4. GAMIFICATION ONLINE ED OFFLINE: ORIGINAL MARINES ED IL CONCORSO A MISSIONI E PUNTI

Chi ha detto che non si possono intrecciare dinamiche di Gamification online ed offline? Lo ha dimostrato l’azienda di abbigliamento per ragazzi Original Marines nel 2014 quando ha lanciato il concorso #PlayOriginal: per partecipare i clienti dovevano dimostrare la propria fedeltà ed interesse al brand mediante il compimento di azioni presso i punti vendita (per esempio l’acquisto di un capo) ed online (come la condivisione sulla pagina Facebbok di foto con indosso i vestiti Original Marines o la registrazione alla newsletter).

Una volta portate a termine queste “missioni” il cliente guadagnava dei bonus che si sommavano e coloro che totalizzavano più punti alla fine del contest vincevano un premio.

Questo concorso è stato molto astuto e ben studiato perché ha permesso al brand di aumentare la propria visibilità, acquisire, profilare e fidelizzare i clienti, invogliare gli acquisti e le interazioni sui social e guadagnare dei brand ambassador.

Per scoprire come ottenere degli ambasciatori del brand, vi consigliamo di leggere un nostro precedente articolo: Net-expert 4 STEP PER TRASFORMARE GLI UTENTI INTERNET IN AMBASCIATORI DEL BRAND

I PRINCIPALI ERRORI DA NON FARE

Dopo aver riportato i punti di forza della Gamification e come sfruttarli in una strategia di marketing, vediamo adesso, quali sono gli errori da evitare assolutamente.

ERRORE 1: CONSIDERARE LA GAMIFICATION SOLAMENTE UNA QUESTIONE DI TECNOLOGIA

Un errore gravissimo che si può commettere è ridurre la Gamification a semplice videogioco, perché si contemplerebbe solamente l’aspetto tecnologico, mentre la Gamification è prima di tutto una metodologia.

Questo significa che non sono necessari strumenti, hardware o programmi particolari ma che bisogna partire dagli aspetti che si considerano quando si decide di attuare una qualunque strategia:

  • Target di riferimento;
  • Obiettivi aziendali;
  • Budget che si vuole investire;
  • Prodotto o servizio offerto.

Nel dettaglio per quanto riguarda la Gamification, più che concentrarsi sugli strumenti che si dispongono per produrre un gioco, bisogna focalizzarsi soprattutto sul target, sulle sue aspettative, sugli obiettivi che si vogliono raggiungere e sulle azioni dell’utente che si vogliono stimolare.

Non bisogna dimenticare che questa strategia dev’essere utile all’attività e quindi a maggior ragione deve basarsi su quanto elencato prima, perché deve garantire all’utente un’esperienza di qualità e di riflesso all’attività un’utilità concreta.

ERRORE 2: BASARE L’INTERO GIOCO SULL’ACQUISIZIONE DI PUNTI

L’obiettivo principale di questa strategia è creare engagement, ovvero coinvolgere le persone, sia che siano clienti da attirare, sia che siano impiegati da formare e motivare.

Per creare engagement bisognerà utilizzare i diversi elementi del gioco ottenendo una combinazione fra essi che permetta all’utente di vivere un’esperienza significativa ed all’attività di conseguire gli obiettivi prefissati. In quest’ottica l’errore che si può compiere è basare tutto il gioco sulla cosiddetta “pointsification, cioè inserire esclusivamente compiti che devono essere svolti per guadagnare punti. A lungo andare il giocatore non avrà alcuno stimolo, non si sentirà motivato o coinvolto e finirà con l’abbandonare il gioco.

ERRORE 3: PENSARE CHE IL GIOCO DA SOLO SIA SUFFICIENTE PER OTTENERE SUCCESSO

L’EPIC FAIL DEL FERTILITY GAME

fertility game

A tutti piacciono i giochi ma non basta crearne uno per ottenere successo: nella Gamification gli elementi del gioco vengono utilizzati per trasmettere un messaggio ad un target, che non è detto apprezzi il modo con cui viene veicolato.

Per spiegarci meglio ricorriamo ad un esempio di Gamification recente che si è dimostrato un epic fail colossale: il Fertility Game promosso dal Ministero della Salute nell’ambito della campagna del Fertility Day il 22 settembre 2016. Il gioco, di cui potete vedere le regole ed il funzionamento nel video sottostante, unitamente alle vignette prodotte successivamente, ha scatenato le ire del popolo del web, al punto tale che il sito è stato oscurato dopo due soli giorni.

Gli utenti hanno reputato offensivo e “leggero” il modo con cui il Ministero ha affrontato una tematica delicata come quella della fertilità e questo è stato l’errore principale che ha decretato il fallimento del gioco.

fertility day

Prima di attuare una strategia di web marketing o campagna di sensibilizzazione su una determinata tematica bisogna chiedersi se tale progetto tiene in considerazione il target a cui si rivolge e se la Gamification è la metodologia adatta a veicolare quel messaggio.

Se volete capire quali strategie di marketing adottare e volete attuarle in maniera competente e professionale, non esitate a contattarci!

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