7 Aprile 2016 Expert

NON MARKETING: 3 ERRORI DA EVITARE NELLE CAMPAGNE DI MARKETING FAI-DA-TE

Non è sempre vero il detto “chi fa da sé fa per tre”. Spesso chi fa da sé…(se non ha le giuste competenze s’intende) compie degli errori.

Ciò è valido in molti settori, qui nello specifico nell’ambito del Web Marketing, ed il commettere taluni errori può rivelarsi fatale per l’azienda e la sua reputazione online e offline. Comprendiamo che la tentazione di “arrangiarsi” sia molta, ma molto spesso è meglio lasciar fare a professionisti della materia che sanno come analizzare e pianificare e svolgere al meglio le campagne digitali aziendali.

Questa premessa era necessaria per arrivare al nocciolo della questione: in questo articolo analizzeremo i motivi per cui, nell’ambito del digital marketing, è meglio rivolgersi a dei professionisti piuttosto che improvvisarsi esperti del settore e rischiare di attuare delle strategie di marketing sconvenienti, inopportune, inadeguate e in generale sbagliate (di cui vedremo qualche esempio).

Come prima impressione studiare e attuare delle campagne di marketing può sembrare facile: ci sono i Social che ci aiutano e che ci sono apparentemente familiari, Internet che ci fornisce “validi” consigli, l’adagio popolare del “che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”. Quindi, perché investire in strategie di marketing attuate da aziende esperte?

Vediamo insieme di capirne le motivazioni.

In un’epoca in cui le aziende dovrebbero sentir forte la responsabilità di misurarsi in un contesto socioeconomico sempre più dinamico, mutevole e di difficile comprensione, è invece consuetudine osservare come il marketing online e la comunicazione in rete vengano sottovalutati e considerati come qualcosa di pronto, veloce, e per questo di facile gestione.”

Masha Fedele (Esperta in social media marketing e social networking).

Ci teniamo a scrivere questo articolo in quanto il marketing fai-da-te o meglio il Non marketing risulta controproducente per un’azienda, grande o piccola che sia. Purtroppo spesso molte attività commettono l’errore di arrangiarsi o affidarsi al “cugino dell’amico”, per attuare campagne di marketing e come risultato finiscono col perdere i clienti, non acquisirne di nuovi e danneggiare la reputazione dell’azienda. Soprattutto con l’era digitale, nella quale le notizie viaggiano velocissime in rete, non ci si può permettere di sbagliare lanciando messaggi inesatti o superficiali, poichè chi ne risente è l’azienda.

Basta un errore e addio alla reputazione costruita in tanti anni di fatica!

Abbiamo già parlato in un precedente articolo di quanto sia importante la reputazione online ( Net-expert ATTENTI ALLA REPUTAZIONE ONLINE: COME CONOSCERLA E MONITORARLA) e più avanti parleremo anche di come gestire le crisi, sia attuali che potenziali, con tecniche di Crisis Management.

ERRORE NUMERO 1: SOTTOVALUTARE IL WEB MARKETING E SVOLGERE ATTIVITA’ DI NON MARKETING, CIOE’ L’ARTE DI ARRANGIARSI

Marketing fai da te

Come già ribadito all’inizio, molti credono che basti qualche dritta da articoli letti in Internet e un rapido apprendimento dei rudimenti di marketing, per iniziare campagne di web marketing; se ne deduce magari che bastano solo un articolo sul sito, una newsletter ogni tanto e qualche post sui Social per essere presenti sul web in maniera efficace. Non è esattamente così.

In primo luogo se esistono dei professionisti di Web Marketing è perché quello del Digital Strategist è un lavoro che richiede nozioni, competenze ed abilità nel gestire i vari strumenti messi a disposizione dall’attuale era digitale.

In secondo luogo, proprio perché molti sono dell’avviso di poter cominciare una strategia di Non marketing in autonomia su Internet, il mercato della rete è diventato ricco di contenuti e altamente competitivo. A questa realtà bisogna aggiungere la continua evoluzione che il mercato sta vivendo e la nascita di nuovi canali dettati dai nuovi dispositivi che hanno cambiato le potenzialità e la mobilità del mercato stesso.

Risulta evidente che solo le imprese che sanno muoversi al meglio in questo nuovo scenario possono realizzare un progetto di successo.

Queste aziende per raggiungere gli obiettivi prefissati, non hanno trascurato gli aspetti importanti richiesti da questa società sempre più dinamica e connessa. I principali format moderni sono:

  • la conoscenza profonda degli strumenti di ultima generazione strategici (per esempio i Social Network) e del loro utilizzo, per attuare campagne di marketing online e autopromuovere il posizionamento comunicativo di interesse dell’azienda stessa;
  • la formazione sul valore della corretta comunicazione e l’interazione con i clienti, influencer, ecc. per valorizzare il proprio profilo aziendale;
  • le esperienze emozionali e cognitive che devono essere offerte ai clienti.

ERRORE NUMERO 2:  PARAGONARE I PROFILI PRIVATI ALLE PAGINE AZIENDALI IN AMBITO SOCIAL

Fan Page Social Network

Nel 2015 si contavano 2 miliardi di account attivi sui Social, in Italia quasi la metà della popolazione ha un profilo social (secondo il report annuale di We are social “Digital, Social e Mobile 2015”). Possiamo definirci una popolazione sempre connessa e collegata tramite Internet e in particolare i social network, grazie anche all’utilizzo dei device mobili che ci permettono di navigare anche lontani dal computer. Questo, spesso, spinge le persone a pensare che, come sono in grado di gestire il loro profilo privato, possono gestire anche la pagina dell’azienda e se riescono ad interfacciarsi con i loro contatti privati sui social network, possono anche gestire le relazioni con i clienti della pagina aziendale.

SBAGLIATO!

Il profilo privato non è la stessa cosa della pagina aziendale.

Intanto è fondamentale ricordarsi che “i mercati sono relazioni” (in base alla prima delle 95 tesi di Clue Train manifesto), per cui è fondamentale sapersi relazionare adeguatamente al pubblico, altrimenti si rischia di danneggiare l’azienda.

Confrontarsi tutti i giorni con i contatti personali è semplice ed immediato, ma con i clienti della pagina aziendale non si può usare lo stesso ragionamento. All’interno del web è necessario avere una preparazione adeguata circa le dinamiche sociali, una definita strategia di public relation e un’ottima gestione della comunicazione, altrimenti si rischia di vanificare gli sforzi, in termini di tempo e denaro, compiuti per attuare la campagna di web marketing.

GLI STRUMENTI DI ANALYTICS

Da non sottovalutare il fatto che le pagine aziendali e pubbliche dei Social Network (Facebook, Linkedin, Pinterest,..) differiscono dai profili privati anche per la presenza di strumenti di analytics più o meno avanzati che forniscono preziose informazioni sia qualitative che quantitative circa l’andamento dei profili stessi. Tali dati sono necessari per un processo circolare di settaggio continuo delle nostre campagne al fine di ottenere risultati sempre migliori nel tempo.

ERRORE NUMERO 3: USO NON CORRETTO DEGLI HASHTAG

Hashtag

Gli hashtag sono nati con Twitter nel 2007, successivamente si sono diffusi anche negli altri social network e si tratta di quelle parole o frasi precedute dal simbolo #. Sicuramente vi sarà capitato di vederne sulle pubblicità di prodotti, ma anche di film e in alcune promozioni online e offline. Questa “hashtag mania” è esplosa perché gli hashtag presentano dei vantaggi che risultano molto utili:

  • ottimo strumento di categorizzazione degli argomenti: in questo modo è possibile tenere sempre d’occhio gli argomenti di nostro interesse ed organizzare i contenuti al meglio;
  • immediatezza, sintesi e tono della comunicazione: tramite una sola parola è possibile coinvolgere l’audience in tempo reale, facendo, inoltre, trapelare il tono di voce del messaggio (se è informativo, ironico o di protesta per esempio);
  • valido aiuto nell’analisi dei contenuti: monitorando questo mezzo è possibile valutare la percezione che gli utenti hanno del brand, potendo così aumentarne la visibilità e favorire la fidelizzazione dei clienti.

Principalmente per questi motivi l’hashtag è un prezioso aiuto nelle strategie di Social Media Marketing, non solo in termini di lead generation ma anche di brand reputation.

E, a proposito di reputazione, qui arriva la nota dolente… gli hashtag sono cruciali nelle campagne di marketing, ma solo se utilizzati con la dovuta attenzione! Altrimenti si rischia di compromettere la reputazione online dell’azienda. L’uso degli hashtag corretto prevede che:

  • devono essere scritti esattamente (ovvero #parolachiave e non #parola chiave oppure #parola.chiave, ecc…);
  • non devono essere usati spropositatamente, creando un messaggio di soli hashtag (assolutamente vietato scrivere frasi del tipo: #oggi #facciamo #una #promozione #solo #per #i #primi #100 #clienti);
  • meglio se non sono troppo generici o vaghi;
  • attenzione all’hackeraggio dell’hashtag, ovvero quando l’hashtag viene usato dagli utenti per motivi diversi da quello originale, (per fare dell’ironia o schernire l’azienda, per esempio).

E’ solo un # seguito da una parola; se usato correttamente assolve il suo compito in maniera ottimale, ma se viene utilizzato in maniera erronea, si ritorce contro l’azienda!

CASE STUDIES: COSA NON FARE

Per capire concretamente quanto detto finora, proponiamo alcuni esempi di strategie di marketing attuate in maniera errata da aziende note, che hanno avuto ripercussioni negative verso le aziende stesse. Qui non siamo di fronte ad attività di Non Marketing vere e proprie ma si capisce comunque come basti poco, una foto o una frase, per scatenare le ire del popolo di Internet e di come, anche le aziende più conosciute possono commettere degli epic fail e perdere un’ingente quantità di clienti se non studiano correttamente le strategie di marketing.

ALGIDA CELEBRA LA FESTA DELLE DONNE CON UN GUSTO DI GELATO SBAGLIATO

Algida epic fail

Come ogni anno l’8 Marzo, in occasione della festa della donna, molti brand noti omaggiano le donne con messaggi di auguri fantasiosi e simpatici. Non è questo il caso di Algida che nell’intento di rivolgere un pensiero carino alle donne per la loro festa ha sbagliato il colore del gusto del gelato con un’evidente allusione a qualcosa che di profumato non è, guadagnandosi un meritato epic fail.

PATRIZIA PEPE RISPONDE SUI SOCIAL ALLE CRITICHE RELATIVE ALLA SUA CAMPAGNA PUBBLICITARIA

Patrizia Pepe epic fail

Patrizia Pepe si avvale di bellissime modelle per valorizzare i suoi abiti nelle campagne pubblicitarie, ma nel 2011 ha esagerato con il suo canone di “bellezza” e ha postato su Facebook una foto che ritrae una ragazza visibilmente sottopeso. Chiaramente il popolo del social è rimasto allibito ed incredulo e ha fatto presente all’azienda il proprio disappunto. Come risposta, gli utenti, che potevano essere potenziali clienti, hanno ricevuto dei commenti aggressivi in cui traspariva la scarsa disponibilità all’ascolto della stilista. Un gravissimo epic fail, dunque, anche per Patrizia Pepe, il cui Social Media Manager non ha saputo attuare corrette strategie di Crisis Management.

GROUPALIA MOSTRA IN MANIERA INOPPORTUNA LA SUA SOLIDARIETA’ PER IL TERREMOTO IN EMILIA

Groupalia Non Marketing

Dopo il terremoto in Emila Romagna nel 2012, molte persone e aziende si sono strette attorno alla popolazione colpita in segno di solidarietà. Forse così ha provato a fare, senza riuscirci, anche Groupalia che ha deciso di promuovere un volo a Santo Domingo sfruttando l’evento catastrofico che ha colpito i cittadini Emiliani. Ovviamente questo infelice tweet ha scatenato l’ira e l’indignazione del web che si è accanito contro l’azienda.

I successivi tentativi di scuse e di trasformare l’errore in un evento di beneficenza hanno solo peggiorato la situazione, scandalizzando ulteriormente gli utenti social. Anche qui la crisi è stata gestita in malo modo.

Groupalia epic fail

Insomma “oltre al danno anche la beffa” di Groupalia che anziché rimediare ad un gravissimo errore ha aggravato la sua posizione con pseudo scuse e campagne di sensibilizzazione malriuscite.

IL SUPERAMENTO DEL NON MARKETING: CAMBIARE ROTTA ED AFFIDARSI A PROFESSIONISTI COMPETENTI

“Per acquisire la giusta cultura digitale che ti permetterà di rilanciare con successo il tuo business è necessario un percorso che prevede umiltà, voglia di cambiare e l’abbandono di vecchie certezze.

Rosa Giuffrè (Consulente di Comunicazione e Blogger)

Se un’azienda svolge attività casuali di Non marketing sul Web, che evidentemente non danno i risultati sperati, potrebbe anche non accorgersene in tempi brevi in quanto manca la componente di analisi e controllo continui che permettono di sfruttare al meglio i budget e i canali online. Sperando sempre che i danni siano i più limitati possibili, quando si capisce ciò è il caso di intervenire prontamente affidandosi ad aziende esperte nel settore per prevenire il verificarsi di situazioni spiacevoli e vere e proprie crisi.

Non mettete a repentaglio la reputazione della vostra azienda con campagne di Non marketing, ma promettetevi di attuare precise strategie di marketing efficaci e vincenti, senza affidarvi al caso o alla fortuna.

 

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