4 gennaio 2018 Erica

“OK, Google”. SPIEGAMI COME SFRUTTARE LA RICERCA VOCALE NELLA SEO

Sei occupato, ma vorresti scrivere un messaggio sul tuo smartphone?

Stai guidando, ma non sai dove si trova la via?

Hai le mani troppo congelate per usare la tastiera del telefono?

 

Esiste una soluzione a questi problemi: la ricerca vocale è il metodo più semplice e veloce per compiere queste ed altre azioni, rendendoci multitasking in ogni situazione.

Le innovazioni digitali stanno cambiando e cambieranno ancora il nostro comportamento: anche la ricerca vocale è parte integrante di queste trasformazioni e sta già creando nuovi modelli di business per le aziende, facendone nascere di nuovi e cambiando al contempo lo scenario competitivo.

Continua a leggere e scopri come la ricerca vocale sta rivoluzionando le dinamiche web.

 

“Ok Google, trova Galleria Eremitani 4 a Padova…”

“Ehi Siri, chiama “Mamma…”

Hey, Google invia un messaggio a…”

“Cortana, apri un nuovo documento di testo Word…”

 

Almeno una volta, forse un po’ per gioco o seriamente, l’abbiamo provata un pò tutti: la ricerca vocale, anche se a volte non in maniera ottimale, ha ormai cambiato abitudini, aspettative e percorsi di navigazione e di acquisto online.

 

ANALIZZIAMO IL FENOMENO, DATI ALLA MANO

 

Secondo Google, il 20% delle ricerche da mobile negli USA sono ricercate con la voce: in particolar modo, secondo Mobile Voice Study, il 55% dei teenager e il 41% degli adulti usa la ricerca vocale almeno una volta al giorno.

In dettaglio, il 40% degli adulti lo utilizza per chiedere direzioni stradali mentre il 39% per dettare testi. Similmente anche i teenager lo utilizzano per chiedere direzioni (circa il 38%), mentre il 43% per chiamare. Entrambi usano la ricerca vocale guardando la tv (59% per i teen e 36% per gli adulti).

I dati non mentono: la ricerca vocale è uno strumento utile ed assai utilizzato che permette di aiutarci in semplici operazioni da mobile e desktop.

dati google ricerca vocale

>>>Immagine tratta dal blog ufficiale di Google

La comodità è il primo elemento che ci spinge a usare i comandi vocali: pronunciare una frase è più immediato che scriverla. Ad esempio, quando digitiamo da testiera cerchiamo di sintetizzare il più possibile ricercando spesso keywords standardizzate per ottenere risultati inerenti. Quando invece dettiamo a voce, si usano quante più parole possibili per esprimere al meglio le nostre intenzioni: parlare è più semplice che scrivere.

Di pari passo, anche la tecnologia per la decodifica della voce continuerà ad essere maggiormente incrementata per raggiungere livelli sempre più soddisfacenti. Il device mobile ha permesso un crescente utilizzo delle ricerche vocali data la sua penetrazione nella vita quotidiana di ognuno di noi.

seo-vocale-assistenti

Attualmente possiamo interagire con Apple Siri, Google Now, Amazon Alexa e Windows Cortana, ma alcune novità sono all’orizzonte alla ricerca di sistemi sempre più performanti, anche in ambienti poco silenziosi (tra le novità non includiamo il cambio-voce maschile di Google Now avvenuto qualche mese fa).

 

… MA LA RICERCA VOCALE NELLA SEO COSA C’ENTRA?

 

Nel 2017 le ricerche online sono state svolte dagli italiani maggiormente da smartphone rispetto ai dispositivi  desktop, favorendo la ricerca vocale soprattutto da utenti in movimento.

Ma come questa può influenzare il SEO?

Ebbene, la ricerca vocale di Google sfrutta molteplici tecnologie per comprendere la voce degli utenti,per processarla e decifrarne il significato. Capire in modo completo che domande si pongono gli utenti, cosa cercano e quali sono le loro intenzioni che si celano, risulta quindi essenziale per l’utilizzo delle parole chiave da usare. E’ possibile quindi sfruttare la ricerca vocale nella SEO per conoscere meglio i miei pubblici, dare maggiore visibilità al sito e ai suoi contenuti e ottenere quindi un vantaggio competitivo per le aziende non trascurabile.

RICERCA VOCALE PER I CONTENUTI DIGITALI

siri iphoneCapire ed analizzare come e cosa gli utenti cercano con la ricerca vocale è utile non solo per il posizionamento del tuo sito web, ma anche per farti trovare subito nei primi risultati a seguito di una specifica query.

Non solo keyword, ma anche i contenuti del sito devono essere scritti con parole, linguaggio e stile similari a quelli che si utilizzano nel parlato, ovvero nelle ricerche vocali. Le frasi devono quindi rispettare la struttura del linguaggio naturale usando principalmente sintassi convenzionali.

Google deve interpretare correttamente i contenuti del tuo sito per rispondere in maniera giusta e appropriata ad ogni domanda degli utenti. Per favorire questo processo è essenziale aver stilato un’adeguata strategia di content marketing e fare in modo che  ogni testo sia esplicativo ed esaustivo: per la realizzazione di testi mirati ed ottimale, bisognerà quindi umanizzare i propri contenuti.

 

Dietro una richiesta di informazioni specifiche da parte dell’utente, esiste sempre una domanda che necessita di una risposta, un bisogno. Per scrivere contenuti utili e rilevanti per gli utenti dovremmo pensare a come le persone nel parlato pongono le loro domande.

Spesso iniziamo una frase con avverbi, sia nel caso in cui ci rivolgiamo ad una persona reale sia nel caso in cui cerchiamo qualcosa su Google. Le 5W, le classiche domande mutuate dal giornalismo, ci tornano adesso  utili: chi, cosa, quando, dove, quanto, perché e come diventano essenziali nella scrittura di contenuti di buona qualità (e fondamentali per i processi di introspezione interni alle aziende anche per altre attività di marketing e comunicazione).

Ciò è in linea anche con il recente modello dei “Micro-momenti” individuati da Google che vedrebbero l’esperienza di ricerca online degli utenti non come un unicum ma come una forma di esperienza spezzettata in 4 momenti categorizzati durante una giornata-tipo..

 

4 FASI PER CONTENUTI “GIUSTI”

Per descrivere al meglio un argomento, dobbiamo ricostruire il percorso conoscitivo dell’utente. Lo si potrebbe suddividere in 4 fasi:

  • FASE 1- chi e cosa: l’utente si sta informando su qualcosa che non conosce affatto o ha solamente qualche nozione sommaria.
  • FASE 2- quando e dove: l’utente vuole essenzialmente approfondire un argomento che conosce parzialmente o vuole approfondire.
  • FASE 3 – quanto: cerca informazioni specifiche di un argomento che già padroneggia ad esempio il costo di un oggetto o servizio.
  • FASE 4 – perchè e come è l’ultima fase del processo conoscitivo utili per dedurre l’obiettivo del proprio articolo: perchè l’utente dovrebbe essere realmente realmente interessato a quel prodotti o servizio? Porta l’utente sul tuo sito per rispondere a tutte le sue perplessità.

La ricerca vocale ci torna quindi molto utile per capire come instaurare e strutturare testi e keyword per il SEO e il content.

E tu, hai mai provato ad ascoltarti durante una ricerca vocale?

 

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