17 Marzo 2017 Expert

REMARKETING: RECUPERA GLI UTENTI CHE ABBANDONANO IL TUO SITO

Oggi sveliamo il mistero che negli ultimi anni ha insospettito molti utenti, i quali pensavano di essere spiati e seguiti da Google. Parliamo di quelle volte, sarà sicuramente capitato anche a te, in cui dopo aver visitato un sito web di un brand o un e-commerce ti ritrovi la pubblicità dei suoi prodotti o servizi su Facebook, sulle ricerche di Google o sulle pagine di altri siti.

Non si tratta di “stalking”, ma di una tecnica che negli ultimi anni molti brand hanno inserito nella proprie strategie di web marketing.

Il “Remarketing” (o “Retargeting”) è una forma di pubblicità PPC (pay-per-click) che, tramite l’utilizzo dei cookie, permette ad un’azienda di raggiungere quegli utenti che hanno visitato il suo sito senza portare a termine un’azione desiderata dalla stessa, come l’acquisto di un articolo o l’iscrizione alla newsletter ad esempio.

Scopriamo insieme come e perché questa strategia funziona e che vantaggi porta ad un’azienda.

IL REMARKETING PER CONVERTIRE I VISITATORI IN CLIENTI

Conversione in cliente

Svariati studi hanno dimostrato che la prima visita ad un sito web viene effettuata per ricercare informazioni, comparare i prezzi o visualizzare le caratteristiche di un prodotto. Di conseguenza, in pochi casi il cliente potenziale si converte subito nell’acquisto o comunque nell’azione voluta dall’azienda e ciò è dato dalla complessità del Customer Journey (il viaggio che contraddistingue i miei utenti web in una serie di passaggi online e offline e che varia in base ai diversi target e categorie merceologiche).

Nel caso di siti e-commerce succede con una certa frequenza che gli acquirenti abbandonino il carrello dopo aver messo uno o più articoli all’interno per i più svariati motivi: per spese di spedizione considerate troppo elevate, per costi aggiuntivi non dichiarati in precedenza o per prendere semplicemente un pò di tempo perché non del tutto convinti.

Il remarketing, quindi, permette di “inseguire” in maniera mirata questi utenti che hanno manifestato recentemente interesse per un prodotto di un brand e li stimola a tornare sul sito visitato in precedenza per terminare l’azione. Ciò viene fatto tramite la visualizzazione di banner pubblicitari presenti in Social Networks come Facebook, sulle pagine di ricerca di Google e in altri siti affiliati con il fornitore del servizio di remarketing.

Si rivela quindi una strategia molto efficace in termini di conversioni e acquisizione di clienti che altrimenti sarebbero da considerare persi, oltre ad un modo per ottimizzare la spesa pubblicitaria.

NON SOLO CONVERSIONI: GLI ALTRI GRANDI VANTAGGI E I RISCHI

La conversione è solo uno dei tanti obiettivi di un’azienda che attiva strategie di marketing digitale: tramite ad esempio i messaggi personalizzati, creati in base al comportamento degli utenti con una campagna di Remarketing, si possono anche fidelizzare i clienti ed accrescere la conoscenza del brand (Brand Awareness).

Una strategia di Remarketing, inoltre, confrontata con altre tipologie di campagne rivolte ad un pubblico meno targettizzato, ottiene risultati migliori in termini di ROI (Return On Investment) fondamentalmente per 3 motivi:

FATTORE “FIDUCIA”: le persone a cui ci si indirizza hanno già mostrato interesse e familiarità con il nostro brand e questo potrebbe determinare una maggior fiducia nell’acquistare o nel rivolgersi a noi;

FATTORE  “INTERESSE”: conosci ciò che interessa all’utente perciò puoi creare annunci esclusivi e dedicati a lui (contenuto giusto, al momento giusto, nel posto giusto);

FATTORE “RICORRENZA”: l’utente potrebbe lasciarsi convincere dopo aver visualizzato più di una volta il tuo annuncio.

Alla luce di questi vantaggi, bisogna precisare che l’esito ottimale di una campagna di Remarketing si ottiene quando si unisce per gradi questa tecnica in una strategia di web marketing più ampia, il cui primo passo consiste nell’attirare gli utenti sul proprio sito. L’adozione di una visualizzazione massiccia di messaggi pubblicitari non desiderati o con una frequenza eccessiva potrebbe provocare fastidio ed essere percepito come invadente con conseguenze negative per noi in termini di Reputazione del brand online.

UN ESEMPIO PRATICO: PROVACI ANCHE TU!

Esempio remarketing

Facciamo un esempio per capire meglio come funziona: supponiamo che la tua azienda abbia un sito eCommerce che vende abbigliamento e abbia scelto di adottare una strategia di remarketing sui propri prodotti. Un acquirente accede al sito e visita ad esempio la sezione dedicata alle gonne, ma non compra nulla perché vuole prima vedere anche le offerte di altri brand. A quel punto i siti facente parte del circuito del fornitore del servizio di remarketing (ad esempio Google, sia nella rete di ricerca che in quella Display) mostreranno al nostro mancato cliente annunci relativi alle gonne presenti nel nostro eCommerce, proprio quelle visualizzate poco prima dall’utente web. In questo modo egli potrà ritornare nello shop cliccando sui link proposti e rivalutare il modello che stava cercando  o acquistarne un altro di simile che prima non aveva notato.

ENTRIAMO NEL DETTAGLIO DEL REMARKETING DIRETTO ED INDIRETTO

A questo punto occorre anche precisare che esistono diverse tipologie di Remarketing a seconda del canale che si utilizza (ad esempio Google o Facebook) e su quale dispositivo si indirizza la campagna (desktop o mobile), ma di queste categorie ne parleremo in un articolo dedicato.

Oggi, invece, vediamo la suddivisione più generale:

  • Remarketing diretto: si concentra sull’interesse specifico del visitatore verso un determinato prodotto. Ad esempio se un utente è interessato ad un vaso di vetro di Murano venduto nel mio ecommerce, potrò inserire il codice di tracciamento nella pagina del prodotto, così da farlo visualizzare dalle pubblicità che “inseguono” il mio utente e che mi permetteranno di indirizzararlo direttamente alla scheda di quel vaso;
  • Remarketing indiretto: sfrutta l’interesse dell’utente verso un argomento generico. Ad esempio, nel caso del punto precedente, il codice di tracciamento potrà essere inserito invece nelle pagine del blog relative al vetro di Murano all’interno del mio sito web, anziché sulla specifica pagina di prodotto.

IL FUNZIONAMENTO DEL REMARKETING: COOKIES E PIXEL

Retargeting

Impostare una campagna di Remarketing richiede conoscenze tecniche altamente specifiche e lavoro manuale sulle piattaforme e sui codici di tracciamento.

Come dicevamo prima, il remarketing è una metodologia basata sui cookie che, grazie ad uno specifico Javascript rilasciato dal fornitore del servizio nel momento in cui si attiva la campagna, “segue” gli utenti sul web.

Questa stringa di codice, chiamata “Pixel”, va inserita nel proprio sito, cosicché quando un nuovo visitatore accede al sito, questa rilasci al browser (Chrome, Firefox, Explorer…) un cookie anonimo, ovvero un cookie che salva il passaggio sul sito e non i dati dell’utente. Vista questa sua unica funzionalità, il pixel non influisce sulle performance del sito  ed è impercettibile ai visitatori.

Successivamente quando questi utenti navigano in Internet il cookie che li sta tracciando permette al fornitore del servizio di remarketing di pubblicare annunci solamente alle persone che hanno visitato quel sito in precedenza.

FIGURACCE E INCOMPRENSIONI SUL REMARKETING: LA CONOSCENZA CHE SALVA

Ora che conosci a sommi capi i principi base del Remarketing potrai evitare di fare gaffe come è successo al deputato PD Ernesto Carbone che a gennaio ha twittato la seguente frase:

Epic fail Carbone Ernesto

Questo tweet è stato immediatamente portato all’attenzione di esperti di settore (marketers digitali in primis) che hanno subito commentato attraverso Facebook l’accaduto, portandolo all’attenzione dei media nazionali.

Social media marketing

Ancora prima, nella primavera del 2014, un altro personaggio pubblico (Vittorio Zucconi, il direttore del sito di “Repubblica.it”) aveva mostrato di non conoscere tale servizio in Google con conseguenze tragicomiche. Clicca qui per leggere l’articolo che racconta l’accaduto.

Il remarketing non si limita solamente alle inserzioni pubblicitarie su un sito ma esistono diverse tipologie di Retargeting: da mobile, su Facebook, via email e molti altri ancora che vedremo in altrettanti articoli dedicati.

Torneremo sull’argomento anche per consigliarvi alcune accortezze per sfruttare al meglio questo efficace strumento.

 

Se vuoi avere maggiori informazioni e integrare tale strategia all’interno delle tue azioni di marketing digitale, rivolgiti a noi! Sapremo consigliarti una strategia di remarketing efficace per raggiungere i tuoi obiettivi.

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