23 Settembre 2016 Expert

COME RENDERE I CONTENUTI VIRALI: 7 CONSIGLI PRATICI PER INNESCARE IL PASSAPAROLA ELETTRONICO

Viralità s. f. inv. Propagazione della conoscenza di un prodotto entro gruppi omogenei di consumatori, specialmente utenti della rete telematica.

Fonte: Treccani

I contenuti virali sono il fulcro su cui si basano le strategie di Viral Marketing o Marketing Virale, che Wikipedia definisce come “un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere uno specifico messaggio a un numero elevato di utenti finali”.

E’ una delle “panacee di marketing” (Badot, Bucci e Cova 2007) che insieme al Buzz e al Tribal Marketing condivide la prospettiva del mercato di nicchia coinvolgendo raggruppamenti di consumatori sulla base di un’origine comune (gruppo etnico o territorio) o di una passione comune (tribù, virus).

Questo significa che questa tipologia di marketing si basa sul passaparola online attraverso il quale i messaggi di marketing legati all’impresa, alla marca o al prodotto sono diffusi in maniera esponenziale grazie all’originalità di un’idea, della sua natura o del suo contenuto. Quello che è stato individuato come il “Viral DNA” (il codice genetico del Marketing Virale) è stata individuata come la caratteristica fondamentale di un’idea che come un virus può rivelarsi interessante per un utente, viene quindi poi passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via.

Tale fenomeno “epidemico” è reso possibile grazie ad Internet ed ai Social Network, nuovi abilitatori di una veloce, istantanea e semplice diffusione di contenuti, e da “Alien Song”, primo video virale online del 1999, ad oggi si sono visti moltissimi fattori entrare in gioco.

COME POSSONO I CONTENUTI VIRALI AIUTARE IL MIO BUSINESS?

viralita contenuto

Il Viral Marketing permette di ottenere grandi risultati in termini di brand awareness però questa tipologia di marketing non convenzionale richiede strategie curate nei minimi dettagli e tecniche articolate per creare un contenuto di qualità da comunicare efficacemente al proprio target. Requisito fondamentale: ciò deve avvenire ovviamente nei luoghi dove esso si ritrova: community, blog, siti web, forum,..

7 CONSIGLI PER RENDERE VIRALE UN CONTENUTO

passaparola

Prima di tutto premettiamo che qualsiasi tipo di contenuto può diventare virale, in quanto non esiste un modello ideale; chiaramente sono più avvantaggiati gli elementi interattivi come foto, video e gif (“mini video” tornati molto in voga) rispetto ai testi.

Volete scoprire come mai i contenuti visivi creano più engagement rispetto a quelli testuali? Lo spieghiamo in questo interessante articolo:

Net-expert PERCHE’ I CONTENUTI VISIVI NON DOVREBBERO MANCARE IN UNA STRATEGIA DI MARKETING EFFICACE

Molti dei contenuti virali presenti in rete sono stravaganti, irriverenti, cinici e politicamente scorretti, trattano tabù, argomenti proibiti o censurati dai media, o affrontano temi di critica politico-sociale. Al contrario altri sono affettuosi, romantici e veicolano sentimenti positivi. Chi non è mai stato preda di un fantomatico video di gattini?

Tutto ciò però non basta: è necessario conoscere a fondo le dinamiche psico-sociali della della popolazione della Rete e creare un contenuto divertente o utile per sfruttarlo al meglio per la nostra campagna di marketing.

Non indugiamo oltre e vediamo subito quali sono gli aspetti che, in linea di massima, deve presentare un contenuto (visual o testuale) per aspirare a diventare virale:

1. TESTO FACILMENTE LEGGIBILE

Bisogna partire dal presupposto che Google tiene molto in considerazione le interazioni degli utenti e che quest’ultimi quando cercano informazioni in Internet non hanno tempo da perdere, ma vogliono trovare subito ciò che cercano.

Ricordatevi che gli utenti quando navigano in rete perdono l’attenzione facilmente, perché attratti dalle tante distrazioni presenti online, per questo è fondamentale produrre contenuti testuali che consentano una lettura veloce ed intuitiva: quindi sarà necessario utilizzare frasi brevi, paragrafi corti, carattere leggibile sia come font che come dimensione, sottotitoli e liste.

2. CONTENUTI VISIVI DI QUALITA’

Non ci stancheremo mai di dirlo: i contenuti visivi (immagini, video, gif) hanno un engagement nettamente superiore rispetto al testo e per questo devono essere sfruttati al meglio. Ovviamente l’elemento visual dovrà essere di qualità e incuriosire, altrimenti si confonderà con l’infinità di immagini e video che affollano la rete e non attirerà l’attenzione degli utenti.

3. TITOLO EFFICACE

Il titolo dev’essere efficace per due motivi: dev’essere accattivante e stimolante per gli utenti, in quanto dovrà invogliarli a cliccare sul contenuto ed ottimizzato per i motori di ricerca perché è fra le prime cose che valutano gli spider (bot di scansione) quando devono indicizzare un sito o una piattaforma.

4. EMOZIONALITA’

Il contenuto per essere più coinvolgente e risultare maggiormente empatico deve suscitare emozioni, sia positive (compassione, simpatia,..) che eventualmente anche negative (qualcosa che ci scandalizza e indigna), in chi lo guarda.

marketing emozionale

Vi invitiamo a leggere un nostro articolo precedente incentrato sul marketing emozionale: Net-expert  MARKETING EMOZIONALE: IL MARKETING CHE PARLA AL CUORE DEI CLIENTI

5. ELEMENTI CHE UNISCONO

Il contenuto oltre a dover essere compreso dai molti e non solamente ad un gruppo di persone, deve dare agli utenti la possibilità di sentirsi parte di una comunità o tribù; cioè le persone devono ritrovarsi in quel contenuto, perchè questo rispecchia le loro idee, opinioni, etc.

6. PROGETTAZIONE E SEEDING

Un buon contenuto che ha caratteristiche di viralità ha bisogno di essere distribuito in quei terreni fertili (in primis i Social Media) per poter arrivare a quelle performance strepitose di diffusione e condivisione (nel più breve tempo possibile) che ci siamo prefissati in fase di pianificazione. Vale il classico adagio del “contenuto giusto al momento giusto”, al quale aggiungiamo anche nel “luogo giusto”.

7. UN BUDGET ADEGUATO

Nonostante spopolino ogni giorno video amatoriali virali, in ambito business non si può pensare di ottenere ottimi risultati sempre con budget necessariamente bassi. Sono molti i casi di successi virali realizzati con budget imponenti. E’ vero che la vera differenza la fa l’idea creativa e originale, non i grandi capitali, ma è fondamentale pensare di stanziare un adeguato investimento per operazioni di marketing virale.

ALCUNE TIPOLOGIE DI CONTENUTO CON “VIRAL DNA”

Esistono alcune tipologie di contenuti che possono diventare virali, oltre al classico esempio di contenuto divertente che scatena ilarità:

  • CONTENUTO INCREDIBILE: ovvero un contenuto che mostra qualcosa al di fuori dell’ordinario, una sfida impossibile che stravolge le regole. Un esempio lo fornisce un’azienda statunitenese produttrice di frullatori, che ha pubblicizzato i propri prodotti tramite dei video in cui viene mostrata la qualità del frullatore, frullando gli oggetti più strani, come iPad, palline da golf, etc.;

  • CONTENUTO DRAMMATICO: racconti di ingiustizie e sofferenze, come possono essere per esempio le testimonianze che arrivano dai paesi colpiti dalla guerra. Save The Children ha promosso una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, realizzando video (nel 2014 e nel 2016) incentrati sulla situazione drammatica e disperata che sta colpendo la Syria in questi anni;

  • CONTENUTO EMOZIONANTE ED EMPATICO: tramite le emozioni  si possono toccare le corde più profonde delle persone. Il classico contenuto che rispecchia noi e le nostre idee e che quindi condividiamo a nostra volta, per farlo conoscere anche i nostri contatti. E’ utilizzando le emozioni che è stato creata la terza versione di “Grazie di cuore mamma” (gli altri nel 2012 e 2014) da parte della multinazionale americana P&G in occasione delle olimpiadi di Rio 2016. Un video intenso e commuovente che si è confermata un’operazione di viral marketing ben riuscita;

  • CONTENUTO CHE FA PENSARE: si tratta di quei contenuti davanti ai quali ci fermiamo a riflettere sulle questioni della vita e che vengono condivisi perché ritenuti preziosi ed utili anche per gli altri. Un esempio di un contenuto che ci fa riflettere lo propone l’azienda Always (del gruppo Procter&Gamble) conosciuta in Italia come Lines, con la campagna “Like a girl”, lanciata nel 2014 contro la discriminazione di genere. In particolare questo video focalizza l’attenzione sulla frase “come una ragazza”, che troppo spesso viene usata come insulto e potrebbe incidere negativamente sull’autostima delle bambine.

INFLUENCERS COME MEGAFONI VIRTUALI

Secondo Kerk Kee, ricercatore della Chapman University, membro di un’equipè che ha elaborato un articolo per la creazione del “post perfetto” su Facebook “[…] il metodo migliore per rendere virale un contenuto sia l’utilizzo di un opinion leader, cioè di un utente con largo seguito e con forte autorità culturale sull’argomento da diffondere. La nostra ricerca, tuttavia, ha suggerito che, in certe condizioni, chiunque può diffondere un’informazione altrettanto efficacemente rispetto agli opinion leader“; pertanto, il metodo più sicuro per rendere virale un contenuto è trovare un influencer che sparga la voce, anche se non è condizione assoluta.

Parleremo tuttavia di influencer marketing in un prossimo articolo, così da affrontare l’argomento in maniera più approfondita.

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