15 Marzo 2017 Expert

SHOPPING ONLINE: PERCHE’ SFRUTTARE QUESTO TREND IN FORTE CRESCITA

Se vendete prodotti e servizi tramite un negozio fisico e guardate con molti dubbi la possibilità di aprirvi un canale di vendita online (parallelo o esclusivo) non riuscendo a capire se si tratta di un buon investimento o meno, vi consigliamo di leggervi le seguenti considerazioni che abbiamo tratto dall’analisi degli ultimi dati statistici riguardanti lo sviluppo degli eCommerce in Italia. Vi sveliamo già che oggigiorno conviene dotarsi di un sito eCommerce ma è altrettanto vero che va pianificato e sfruttato al meglio.

Per approfondire questo argomento prendiamo in prestito qualche dato recente (febbraio 2017) da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, che evidenzia la maggior crescita di acquirenti italiani che fanno shopping online (l’anno scorso ammontavano a circa 20 milioni e quest’anno si prevede una crescita del 19%).

1. UN PRIMO DATO IMPORTANTE: IL NUMERO CRESCENTE DI ACQUIRENTI ONLINE ITALIANI

Valore e-commerce italia

Fonte: Il Sole 24 Ore

I Millenials con i loro smartphone guidano la crescita degli eCommerce, andando quindi di pari passo con il miglioramento tecnologico.

Non ci sono dubbi: il motivo principale per cui conviene dotarsi di un e-commerce oggigiorno sono i numeri della sua rapida crescita a livello nazionale; il Presidente di Netcomm, Roberto Liscia fa notare che Il numero degli acquirenti online è cresciuto dal 2014 al 2016 del 26%, ma ancora maggiore è stato l’incremento del valore del mercato e-commerce, che nello stesso periodo è aumentato di oltre un terzo.”

Il trend positivo non finisce qua, perché il mercato che si prospetta già di dimensioni notevoli è destinato a svilupparsi ulteriormente di anno in anno; oggi acquistare online è diventata ormai una pratica generalizzata, con un abbondante 80% di utenti italiani che ha comprato online almeno una volta nella vita e un 51,6% che lo fa abitualmente (vedere il grafico sottostante), mentre per quest’anno si prevede un incremento del 19% che porterebbe il volume delle transizioni a circa 23 miliardi e mezzo di euro (vedere grafico in apertura).

Web shoppers italiani

Se questa previsione viene rispettata, tale crescita sarà la migliore dal 2010, sfiorando il raddoppio rispetto ai 12,6 miliardi del 2013.

2. NON SOLO ACQUIRENTI ITALIANI, MA ANCHE MERCATI ESTERI

Per il momento l’Italia rimane indietro rispetto ad altri paesi Europei, come evidenziato durante la conferenza annuale del Consorzio del commercio elettronico italiano: “dei trenta milioni di italiani che navigano in Internet, dieci non acquistano online. Inoltre, la spesa media annuale in Italia per gli acquisti tramite e-commerce è più bassa rispetto a quella del resto d’Europa con 1000 euro rispetto ai 1050 del Continente”.

Questo dato, tuttavia, non deve demoralizzarci perché dei circa 20 milioni di acquirenti italiani individuati, nell’ultimo trimestre 2016 solo 4 milioni sono clienti sporadici che fanno uno o due acquisti ogni tre mesi con una spesa inferiore ai 100 €, mentre i restanti 16 milioni possono essere considerati abituali, con in media non meno di 3 acquisti nel periodo preso in esame e uno scontrino che supera, sempre in media, i 100 €. Questi ultimi e-shopper generano il 94% di vendite online a dimostrazione che per queste numerosissime persone l’acquisto online è ormai una routine.

E se finora i protagonisti del mercato online sono stati i colossi europei ed americani, negli ultimi tempi la presenza online delle aziende italiane sta diventando sempre più strutturata e strategica, con l’ulteriore obiettivo di espandersi anche verso i mercati esteri, dove il Made in Italy ha un valore aggiunto.

3. INTEGRAZIONE ONLINE-OFFLINE E MULTICANALITA’: DUE TREND DA NON SOTTOVALUTARE

Principalmente a beneficiare di questa crescita del +19%, vista poco sopra, sono quei settori che fino a pochi mesi fa erano considerati di nicchia; come “Arredamento e home living” e “Food and Grocery” che nel 2017 dovrebbero segnare la migliore crescita, circa del 30%.

Gli altri settori con le relative percentuali possono essere visualizzati nel grafico sottostante.

e-commerce

Un incremento così sostanzioso è possibile grazie ai due trend che quest’anno più che mai saranno indispensabili in una strategia di vendita e di conseguenza nella crescita dei singoli brand (se adottati correttamente): l’interazione tra canale offline ed online e la multicanalità o omnicanalità.

>> INTERAZIONE FRA NEGOZIO FISICO (OFFLINE) E CANALI DIGITALI (ONLINE)

Contrariamente a quanto si possa pensare, coloro che acquistano online da qualsiasi dispositivo (PC, tablet e smartphone) e per questo chiamati everywhere shopper, non sostituiscono lo shopping fisico con quello elettronico, anzi, utilizzano gli strumenti online per supportare gli acquisti offline: basti pensare che il 33,7% di loro dichiara di utilizzare lo smartphone per orientarsi nello shopping in negozio.

Non ci soffermiamo su quali tecniche si possono utilizzare per influenzare il commercio tradizionale con i canali digitali, in quanto faremo più avanti un articolo dedicato più dettagliato. Abbiamo voluto solo specificare che l’e-commerce non è una “minaccia” per i punti vendita fisici, motivo principale per cui spesso molti decidono di non aprire un negozio online.

>> MULTICANALITA’: IL PROSSIMO SORPASSO DEI DISPOSITIVI MOBILI NEGLI ACQUISTI

Multicanalità

Gli italiani sono sempre più multipiattaforma: il device desktop (pc) rimane lo strumento preferito indiscusso degli acquirenti online, anche se nel corso del 2016 il suo utilizzo nello shopping online ha subito una crescita contenuta rispetto all’anno precedente. La vera impennata (ovvero dell’80%) l’ha registrata l’uso degli smartphone da cui, secondo gli ultimi dati di Netcomm, è stato effettuato un acquisto su sei, circa il 18% (come si può evincere dal grafico sotto riportato).

Mobile commerce

Ormai possiamo considerare gli smartphone come il motore degli acquisti e per questo “è importante che gli operatori dell’e-commerce offrano strumenti mobile-friendly sostiene sempre il presidente di Netcomm, anche se aggiunge che “l’obiettivo non deve essere di migrare interamente il traffico verso smartphone e tablet. Occorre piuttosto puntare alla omnicanalità: la possibilità di acquistare ovunque offre una migliore esperienza all’utente, ma ha anche dei chiari ritorni economici per il commerciante”. Non possiamo che essere d’accordo e appoggiare in pieno tale strategia.

Risulta palese che l’utente che può contare su strumenti pratici e flessibili sarà più soddisfatto e propenso a riacquistare dalla stessa azienda, come dimostrato dai dati secondo i quali gli acquirenti multidevice, pur costituendo circa il 25% del totale, generano insieme il 40% del valore complessivo.

 

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